Quel pasticciaccio brutto del Pietro Grosso

Il “Pietro Grosso” sembra non basti più per consentire alle due società sportive che lo utilizzano di svolgere le rispettive attività e a questo punto si fa strada l’ipotesi che, in mancanza di una soluzione a breve, la sigla concessionaria della struttura, Ats Roncade Sport, possa decidere di ritirare le squadre dai campionati.
Ne ha parlato il presidente, Alvaro Carniato, dopo la pubblicazione di una delibera comunale, la n.153 del 16 settembre scorso, con cui l’Amministrazione comunale, riconosciuto impossibile un accordo tra le parti, ribadisce quanto era previsto da una convenzione del 27 novembre dello scorso anno.
E cioè che Ats Roncade Sport, pur risultando il soggetto vincitore della gara per l’aggiudicazione dell’uso e della gestione degli impianti (il “Pietro Grosso” e il campo di San Cipriano), ha l’obbligo di riservare due giorni la settimana ad altre realtà calcistiche. Cioè all’unica altra società che aveva partecipato alla gara, Asd Calcio La Ronca, la quale può così usufruire delle strutture sportive roncadesi (parliamo di spogliatoi e campo di allenamento, perché il rettangolo principale è riservato alle sole gare ufficiali) il lunedì e il venerdì.
Ma, obietta Roncade Sport, così diventa impossibile assicurare le necessarie preparazioni alle proprie tre squadre iscritte ai diversi campionati, ossia “Prima squadra”, “Juniores” e “Giovanili”, ciascuna delle quali si allena tre volte la settimana.
“Se vengono a mancare due giorni su cinque – rileva Carniato – significa che dalle nove sedute di allenamento complessive si deve scendere a cinque, cioè troppo poche per una preparazione atletica adeguata. Perciò – è l’interrogativo – a cosa ci è servito presentare le offerte migliorative, economiche e non, grazie alle quali lo scorso anno abbiamo ottenuto la concessione se ora dobbiamo limitarci per dare spazio a chi è arrivato secondo?”

Per contestualizzare meglio la questione, ricordando la difficoltà con cui si era arrivati nel 2025 alla convenzione, occorre tener presente che Ats Roncade Sport oggi conta 130 iscritti, comprendendo il personale tecnico e dirigenziale, mentre Asd Calcio La Ronca circa la metà. Va poi considerato che campo di San Cipriano è utilizzato da Asd Silea Impresa Calcio, co-fondatrice dell’Associazione temporanea poi rinominata Ats Roncade Sport (le altre due sono Roncade Calcio Ssd e Asd Amatori Calcio San Cipriano).

Tutto questo, da solo, basta a rendere lo scenario parecchio complicato, tantopiù se si considera come la situazione derivi da una scissione di un’unica società originaria e che certe temperature di “animosità” nel tempo non sembrano essersi sufficientemente sopite.

Evitando di addentrarci su chi abbia o non abbia ragione e sulle interpretazioni autentiche della convenzione – rispetto alle quali la recente delibera ha cercato di far chiarezza – si può comprendere l’insofferenza manifestata dal sindaco, Marco Donadel.
“Fin dall’inizio abbiamo dedicato un sacco di tempo in riunioni e confronti, cercando di far trovare alle due società un punto d’intesa soddisfacente per entrambe, ma ci siamo sempre scontrati con rigidità insuperabili. Ci troviamo nella situazione paradossale in cui una società sportiva di Roncade rischia di non avere spazi per l’allenamento mentre la squadra di un comune vicino, Silea, utilizza legittimamente un nostro campo”.
Al di là di tutto, è la conclusione di Donadel, “a Roncade abbiamo problemi come famiglie con lo sfratto esecutivo o scorribande di minorenni che compiono reati e che non sappiamo come gestire perché non abbiamo poteri. E’ comprensibile spendere mesi di tempo ed energie per due società calcistiche in perenne litigio che, anziché parlarsi, brandiscono regolamenti e carte bollate? E’ questo l’esempio che lo sport deve dare?”