Gentilissimi,
ho letto la vostra riflessione riguardo i commenti sotto l’ articolo dei 15enni che hanno aggredito i coetanei.
Io sono sempre per la NON violenza, spaccare le ginocchia e simili non sono metodi che comprendo e condivido…
MA
Sono stanca di tutto questo buonismo e questa sindrome da buon samaritano che esce nelle situazioni sgradevoli, quando si ha a che fare con ragazzi che non hanno nessuna intenzione di migliorare!
Conosco, purtroppo, bene sia i ragazzi che le famiglie alle spalle, famiglie con stili di vita, pensieri, abitudini, costumi completamente diverse dalle mie, con convinzioni che non condivido e non giustifico: se il figlio 12 enne va in giro per il paese alle 2 si notte e prende a sassate la mia porta, ruba, vandalizza, cosa dovrei fare? Cosa dovrei pensare?
La famiglia è assente!
E allora subentra la scuola: due di questi soggetti sono stati in classe 3 anni con mia figlia, anni in cui è stato provato di tutto: percorsi di sensibilizzazione sul bullismo, lavori di gruppo sul rispetto, approfondimenti di educazione civica… il risultato di tutti questi sforzi?
Direi che è palese leggendo l’articolo… e parliamo di 15 anni istruiti e con la possibilità di essere educati, ma che hanno preferito restare nella via della mancanza di rispetto e dell’illegalità. A 15 anni si può ragionare, si può pensare, si può scegliere. E se scegli di agire nell’ illegalità, allora il termine “feccia” non è così sbagliato… Soprattutto perché viviamo in un contesto in cui ci sono alternative: c’è la scuola, lo sport, gli sportelli di aiuto…
Chiedo scusa se non firmo in chiaro… ma i soggetti in questione hanno già molestato mia figlia, mi hanno vandalizzato casa, importunato anche me…
Lettera firmata

