La fotografia è generica, a volte è meglio non documentare con rigore realistico.
C’è un segmento del centro di Roncade in cui è stato evidentemente decretato lo status di zona franca per le comuni regole di civile convivenza.
Le prime ore del mattino sono una costellazione di lattine, bottiglie vuote, bicchieri rovesciati su un tappeto di cicche di sigaretta con l’immancabile chiazza di vomito.
L’obbligo di raccogliere le deiezioni dei cani ha portato nel tempo a qualche buon risultato.
Le cacche sono scomparse anche se, occorre dire, non azzerate del tutto: si veda, ad esempio, la stradina di accesso per il pubblico allo stadio (per inciso, biglietto da visita per le tifoserie ospiti ma inspiegabilmente lasciata in stato di degrado anche per altri aspetti), usata come riserva di impunità notturna per proprietari di cani pigri. I proprietari, non i cani.
Ci fosse un analogo obbligo di pulizia, con sanzione annessa, anche per chi rovescia le proprie alcoliche viscere sui sampietrini di via Roma, magari anche i day after delle feste estive di piazza – o anche soltanto degli ordinari fine settimana – restituirebbero a Roncade la fotografia di una città migliore.

