Quei post scritti con la AI

Tra le proposte di collaborazione che raggiungono via Linkedin figure professionali legate a vario titolo al mondo della scrittura si stanno moltiplicando da qualche mese quelle definite all’incirca “addestratore di AI”, dove AI sta per Intelligenza artificiale.
Cosa significa? I fornitori di servizi di AI hanno riscontrato come la creazione di testi, pur affidata a software sempre più potenti e raffinati, vada benissimo per preparare rapidamente relazioni, lezioni, presentazioni di natura tecnica ma sia carente – almeno per ora – sotto il profilo empatico.
Queste aziende chiedono perciò a umani veri dotati di esperienza nel campo della comunicazione di insegnare alla AI a scrivere e a parlare somigliando un po’ di più agli uomini.
Detta in altra maniera: sono consapevoli che un testo scritto con la AI è formalmente, grammaticalmente e sintatticamente perfetto ma, in campi in cui sia richiesto tepore emozionale, risulti spesso freddo, privo della capacità di trasmettere vibrazioni, inadatto a reggere lo scambio di opinioni profonde e autentiche.
Riassumendo, secondo i fornitori di servizi AI, in campo sentimentale le reti neuroniche digitali autoapprendenti hanno ancora bisogno degli uomini per imparare a fingere di avere natura umana meglio di quanto sappiano fare finora.
E’ come pretendere da una bambola gonfiabile di comportarsi sempre di più come una fidanzata vera.

Veniamo a noi, molto più terra terra.
Cosa succede quando ad essere scritti dalla AI sono i post sui social?
Persone che fino a ieri manovravano un italiano zoppicante, impreciso, costellato di sane ripetizioni a causa di un vocabolario ridotto ora scrivono in maniera ineccepibile. Non sbagliano coniugazioni e congiuntivi, osano verbi al condizionale e subordinate e si spingono con testi mediamente assai più lunghi di prima.
Lo si capisce subito, come gli insegnanti intercettano immediatamente il lavoro di uno studente fatto con la AI (ma non possono farci nulla).
Sono testi perfetti ma algidi e inutilmente prolissi. Sic et simpliciter (è di moda scomodare il latino) privi di anima.
Non si è capito che certi errori nella scrittura sono mille volte più vivi di una prosa da avvocati perché sono le imperfezioni a renderci diversi gli uni dagli altri e perciò veri.

La AI poi – soprattutto – interviene sulla forma, non può correggere il valore dei contenuti. Non si diventa eleganti soltanto indossando il vestito della domenica.
La AI dice meravigliosamente quello che tu vuoi dire. Se hai in mente fuffa ottieni una meravigliosa moltiplicazione della tua fuffaggine.