La bellezza è una forma di genio. Anzi, è più alta del genio, perché non richiede spiegazioni.
E’ uno degli aforismi più celebri di Oscar Wilde, contenuto ne “Il ritratto di Dorian Gray”, una riflessione che, come tutte quelle di quanti, nei secoli, si siano impegnati sul tema “bellezza”, va a schiantarsi contro l’eterno limite: non ci è dato mettere in relazione la razionalità con un argomento per sua natura al di sopra di ogni regola.
La domanda di spiegazioni, casomai, potrebbe convergere sul perché Matilde Capra, di 19 anni, di Roncade, candidata alle fasi finali di Miss Mondo 2026, per sua stessa ammissione sogni di diventare una modella professionista ma, intanto, studi meccanica in un istituto tecnico di Treviso.
Un giorno, magari, ce lo spiegherà lei stessa. Del resto, non è detto che le macchine non abbiano pure loro una certa componente di bellezza, sia pure declinata in altra maniera.
Ma non divaghiamo e restiamo sulla cronaca.
La concittadina domenica 3 maggio sarà a Lazise (Verona), per la chiusura delle qualificazioni regionali del Veneto a Miss Mondo, concorso le cui origini risalgono al 1951 in Inghilterra, trasmesso in tv sui canali della Bbc per la prima volta nel 1959 ed al quale oggi partecipano ragazze di 140 paesi.
Da allora le bellezze mondiali sono state riconosciute per sei edizioni ciascuna in giovani del Venezuela e dell’India, cinque volte sono state inglesi e quattro giamaicane.
L’Italia, ad oggi, è del tutto assente dal palmarès e questo, dunque, è un motivo ulteriore per seguire il percorso di Matilde con più attenzione.
Le ragazze selezionate sulla sponda del Garda il 3 maggio accederanno alle fasi semifinali previste il prossimo 14 giugno nella consueta cornice di Gallipoli (Lecce), dove si presenteranno in 150. Da queste ne sarà scelta una e, sempre per la cronaca, il nome di una veneta manca da almeno un quarto di secolo.
Ma non corriamo troppo, un passo alla volta.
Lasciamo che a chiudere tutto questo sia un altro aforisma, questa volta di Aldo Busi.
La bellezza vera non ammette di esser vociferata ai quattro venti: una volta appurata da noi su di noi, se mai è il caso, bisogna che sia un po’ occultata, perché la vera scoperta della nostra bellezza o la fa qualcun altro o non la fa nessun altro. (Da “Manuale della perfetta gentildonna”).

