Piscine comunali, la concessione, già più volte prorogata è in scadenza, occorre lanciare una nuova gara ma con le nuove normative in materia di appalti forse non conviene più e si insinua l’ipotesi della vendita della struttura ad un soggetto privato.
A grandi linee è lo scenario che l’amministrazione di via Roma è chiamata a risolvere entro i prossimi mesi, visto che a luglio scade il contratto con la società sportiva dilettantistica che si è occupata della gestione dell’impianto negli ultimi anni.
Avviata nel decennio scorso e messa in stand by per il Covid, dopo un ulteriore allungamento dei termini l’attività in partenariato con il Comune oggi deve rispondere a requisiti più stringenti, il primo dei quali è, inevitabilmente, la sostenibilità economica.
Poche altre strutture sportive richiedono sforzi in questo senso come una piscina (si pensi, ad esempio, all’energia richiesta per il riscaldamento che di questi tempi è al centro delle preoccupazioni di ogni azienda) e, per stare in piedi, il calcolo svolto indica in un versamento annuale da parte pubblica di qualcosa come 40 mila euro lungo un “piano industriale” esteso su 20 anni.
Converrà? O sarebbe meglio, per le casse municipali, cedere l’asset (il cui valore si colloca tra i 2 e i 2,5 milioni) e lasciare che, d’ora innanzi, se ne occupi esclusivamente un privato, così come avviene nella grande maggioranza dei comuni nei dintorni?
Per ora l’orientamento prevalente rimane quello di sempre, con la proprietà dell’immobile che resta pubblica, assieme a tutti gli oneri di manutenzione ed altro, e la gestione affidata ad una società specializzata “protetta” da idonei paracadute finanziari.
Ma, per la prima volta dalla loro apertura, quasi una trentina d’anni fa, per le piscine roncadesi la voce cessione è stata posta sul tavolo.

