“E’ arrivato per noi il momento di chiudere le porte di questo negozio”.
La vetrina di via Roma 81 per un anno è rimasta accesa e immobile, come nulla fosse successo, dopo la scomparsa, il 2 ottobre 2025, di Damiano Lorenzon, colto da un improvviso malore a Campofranco, in provincia di Caltanissetta, dove si era recato per lavoro.
Aveva 51 anni ed era l’ultimo discendente di una famiglia di fotografi le cui origini si individuano già alla fine dell’Ottocento.

“Per tanti anni – si legge nel messaggio affisso – abbiamo avuto l’onore e il privilegio di essere i fotografi di Roncade” attraverso la documentazione di “famiglie, sposi, bambini ed eventi che hanno segnato la storia di Roncade e che resteranno nel tempo”.

La domanda di fondo ora è: chi potrà mai ancora prendere visione di quelle immagini? Si tratta di un patrimonio enorme di scatti, i primi dei quali su lastre prodotte con tecniche pionieristiche e delicatissime, conservate in un magazzino che merita – meglio, esige – di essere trasformato in archivio.
Il tema si sposta sul valore che le classi dirigenti di questa comunità – amministratori pubblici ma anche protagonisti privati – intendono attribuire ad un simile argomento. Questa è un’epoca in cui la memoria sembra avere un significato sempre più pallido, fagocitati come siamo in un eterno scrollare di smartphone divoratori di attimi presenti.
Ci si aspetta che chi fa dell’identità una questione centrale della propria bandiera politica non sprechi un’occasione come questa, irripetibile quanto rara, di cui poche altre città possono far tesoro.

