Ritorna a Roncade la “Notte bianca” di fine estate a conclusione di un programma che comprende, tra gli altri appuntamenti, l’immancabile Fiera dei Osei, il 13 settembre, un singolare evento con costruzione e decollo di aquiloni, la “Roncade run” e varie altre occasioni di richiamo.
Ma fermiamoci un attimo sulla Notte bianca.
La Pro Loco riferisce che il costo medio di una edizione si aggira oggi sui 6 mila euro, di cui 1.300 soltanto per i diritti Siae collegati ai momenti musicali.
Chi paga?
A Biancade la somma viene di norma interamente raccolta tra i negozianti e le attività private del luogo, e nulla ricade sulle casse pubbliche
A Roncade quanto si è riusciti a mettere insieme, grazie ai contributi sostanzialmente dei soli bar e locali della ristorazione, l’ultima volta è stato pari a 1.200 euro.
La differenza l’ha coperta, ovviamente, la Pro Loco.
Oltre a non contribuire alla spesa, è l’ulteriore appunto, tra i negozianti c’è chi si lamenta perché via Roma in quel sabato, per l’allestimento degli spazi, viene chiusa al traffico già nel pomeriggio.
Sono decenni, ormai, che il sistema del commercio roncadese non riesce a coagularsi in una forma convinta di collaborazione in eventi pubblici. Neppure si vedono, in occasione della Notte bianca, a meno di rare eccezioni, serrande alzate e vetrine accese. Di fatto si rema contro.
Ma perché, sulla frontiera dei “Tombotti” (*), distanziati di tre chilometri, vivono mondi in questo così distanti?
Bisognerebbe andare a scavare nelle storie degli ultimi 50 anni per capirlo.
Quando è accaduto che il sistema del Terziario ha cominciato seriamente a far rete a Biancade e a sfilacciarsi sempre di più a Roncade?
Certo, sigle associative sono sempre in qualche modo esistite tra i negozianti del Capoluogo.
Qualcosa di notevole è anche stato messo a terra, una ventina d’anni fa, quando iniziava a profilarsi lo spettro dell’Outlet.
In occasione delle feste natalizie strumenti raffinati di fidelizzazione della clientela (sempre con grande fatica, va detto) sono stati nel decennio scorso messi in piedi, e si è arrivati per un periodo ad attivare una rete wi-fi gratuita sotto i portici.
Poi, però, si è scesi a temi futili di nessuna proiezione strategica. L’unica vera area di azione è stata, di recente, una piattaforma squisitamente rivendicativa sui parcheggi, peraltro facilmente depotenziata con il disegno di 15 nuovi stalli e un ritocco dei tempi di sosta a disco orario.
Tutto qui. E la Notte bianca dà fastidio.
(*) Per i non indigeni: diconsi Tombotti il doppio sottopassaggio sulla s.r. 89 “Treviso-mare” . L’origine della definizione affonda nella leggenda.

