L’articolo sulla nascita a Roncade di un Comitato Vannacci finora è quello più letto su Roncade.it in tutto il 2026 e questo, sulla base delle sole statistiche su Facebook, ci consente di azzardare qualche considerazione.
Lo faremo evitando ogni valutazione sul tema e sui commenti espressi, che sono stati anch’essi molto numerosi per la media di questo blog.
Usiamo come metro i soli “like”, 110, a fronte di una cinquantina di reazioni di diverso tono.
Analizzando il comune di chi abbia dichiarato la residenza sul proprio profilo (per una ventina circa non è esplicitato), vediamo che solo una quota intorno al 10 -15% è riferibile a cittadini roncadesi.
Gli altri lettori intervenuti con una emoticon di consenso abitano in luoghi vicini: Silea, Casale, Monastier, San Biagio, Meolo, Quarto d’Altino, Marcon, San Donà, eccetera, fino a Oderzo, Montebelluna, Ponzano, Spresiano eccetera.
Vuol dire che, in realtà, i simpatizzanti di Futuro Nazionale a Roncade non sono poi così tanti come in più aree politiche si teme?

No, non è una conclusione valida. Facciamo un ragionamento.
Chi assegnerebbe il proprio voto a Futuro Nazionale, se per ipotesi si andasse alle urne domani, molto verosimilmente alle amministrative di Roncade di due anni fa si sarà espresso a favore del centrodestra. Cioè sostenendo l’attuale sindaco, Marco Donadel.
Donadel è anche presidente della Provincia di Treviso, cioè un esponente della Lega ormai di un certo spessore sullo scenario veneto.
La Lega nell’ultimo anno qualche serio pasticcio l’ha combinato.
Roberto Vannacci, cooptato come vicesegretario nazionale nel maggio del 2025, se n’è uscito lo scorso febbraio per creare un partito tutto suo, Futuro Nazionale, appunto, che oggi, in seno al centrodestra, della Lega è antagonista.
Il quadro è comunque fluido, il Carroccio è inquieto e molto si capirà sul futuro del suo leader, Matteo Salvini, nel prossimo raduno di Pontida, il 20 settembre.
Le figure politiche più in vista in Veneto da alcuni mesi hanno una sola preoccupazione, cioè quella di parlare di qualsiasi cosa, anche la più futile, fuorché di questo argomento.
E’ comprensibile: nemmeno l’uomo più rappresentativo del partito, Luca Zaia, sembra oggi avere un approccio al tema meno che elusivo (in realtà una sua specialità che non conosciamo solo da oggi).
Ma torniamo a noi: l’elettore di Roncade che sia tentato di mettere un “like” al Comitato Vannacci che fa?
Ci pensa due volte e ferma il dito a pochi millimetri dal tasto. Non sa se questo darebbe un dispiacere al sindaco che ha votato, ora, come detto, appartenente ad un partito di fatto in concorrenza con il Generale.
E’ ovvio che è meglio restare anfibi e prudenti in nome del caro vecchio non si sa mai.
Si capisce, perciò, se solo una quindicina di roncadesi al massimo ha avuto l’ardire di mettere il pollicino a favore di Vannacci firmato con nome e cognome.

