Un dibattito di 20 anni fa, quando l’Amministrazione comunale e l’allora associazione dei commercianti Acer Cittattiva si confrontarono in modo ragionato e a lungo su un tema che sembrava sul punto di alterare gli equilibri economici del settore storicamente più rappresentativo – almeno fino ad allora – della vita economica roncadese.
La domanda di fondo era: l’Outlet avrebbe creato un danno oppure concretizzato un’opportunità?
“Stiamo valutando le altre esperienze di outlet presenti in Italia – scriveva il 30 maggio 2006 l’allora sindaco, Simonetta Rubinato – per capire se le comunità che li hanno ospitati ne abbiano tratto beneficio, se le attività commerciali preesistenti ne siano state in qualche modo danneggiate. Nella valutazione finale, che sarà il più possibile condivisa, si terrà conto delle criticità che un tale insediamento potrebbe comportare, ma anche degli eventuali aspetti positivi, come ad esempio i nuovi posti di lavoro che si verrebbero a creare e l’afflusso di visitatori e dunque di turisti”.

Più tranchant, invece, la posizione dei commercianti, all’epoca un corpo assai compatto attorno alla figura del loro presidente, Riccardo Furlanetto.
“L’Acer Cittattiva di Roncade – si legge nella posizione del 31 maggio 2006 – è nettamente contraria alla realizzazione di qualsivoglia entità commerciale (Outlet o altro) nella nota zona presso la Treviso Mare. Tra i vari motivi consideriamo l’Outlet l’ennesimo esempio di grossa realtà commerciale che stravolge le dinamiche di un paese da poco diventato città. In secondo luogo si tratta di realtà commerciali assolutamente fini a se stesse, quindi non apportatrici di benessere o di un’innalzamento della qualità della vita per una comunità fortemente legata al territorio come la nostra. Consideriamo infine ormai spropositato il numero di aree commerciali presenti nel territorio”.
La discussione fu risolta dai fatti. Con giravolte, forzature delle norme, cambi di progetto e di proprietà quello che oggi si chiama l’Arsenale non assunse mai la consistenza di una realtà in grado di inquietare la rete dei negozi roncadesi.
La quale, a sua volta, negli ultimi due decenni è profondamente cambiata, polverizzandosi e diluendo progressivamente anche la propria capacità di incidere sulle decisioni importanti (a parte i ricorrenti ritocchi sulle aree di sosta, che di strategico hanno ben poco) delle diverse amministrazioni nei 20 anni che seguirono.

