Le inquietudini per le ruspe che hanno iniziato a preparare il suolo per la costruzione del maxi-hub di Amazon, a lato della Treviso-Mare, accanto al casello della A4, continuano ad innervare l’opinione dei roncadesi ma in maniera sempre più flebile.
La contraddizione tra una refrattarietà all’idea dell’impianto e l’uso ormai comune e frequente del commercio elettronico svuota automaticamente il senso degli ultimi brontolii e, del resto, si dovrebbe forse aver memoria di quanto stava per accadere una ventina d’anni fa dalle nostre parti in termini di “mostri edilizi”.
Rapido riassunto.
Nel febbraio del 2006 un comitato di cittadini di Biancade aveva promosso due incontri per informare e discutere su un progetto di un doppio inceneritore per rifiuti industriali che Unindustria Treviso aveva progettato di costruire a Nerbon e a Bonisiolo.
Attraverso una società che si chiamava “Iniziative ambientali” l’associazione degli industriali, che all’epoca aveva natura solo provinciale, aveva depositato in Regione la proposta di impianti di “termovalorizzazione” i quali avrebbero permesso alle imprese di liberarsi a basso costo di rifiuti speciali di lavorazione ottenendo, dal calore sviluppato, energia elettrica.
La sollevazione di più Comuni e comitati vari fu importante, si discusse a lungo.
Poi si scoprì che le strutture non avrebbero avuto alimentazione sufficiente se non fossero state utilizzate anche per smaltire rifiuti urbani, magari importandoli anche da altre parti d’Italia. Questo mentre in questo territorio cresceva in modo sempre più deciso la cultura della raccolta differenziata e del riciclo.
Con l’attitudine crescente delle imprese a riutilizzare ogni possibile scarto, inoltre, pure il flusso dei rifiuti industriali apparve insufficiente a mantenere anche uno soltanto dei due impianti.
Nell’ottobre del 2009, fu poi arrestato, su ordine della procura della Repubblica di Milano, il presidente di Green Holding Spa, di Segrate (Milano), che di Iniziative Ambientali era socio al 9%.
L’imprenditore per gli inquirenti era coinvolto in un’inchiesta sulla bonifica dell’area Montecity-Santa Giulia, a sud di Milano, e fu accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, appropriazione indebita, truffa, riciclaggio e corruzione.
Responsabilità poi non accertate, va detto, perché l’indagato morì nel 2011.
Infine, dopo la cancellazione dei due impianti dal piano regionale dei rifiuti, nel novembre del 2014 Unindustria Treviso aveva sciolto la società accantonando il progetto in modo definitivo.
Chi nutre sentimenti di nostalgia per i “vecchi bei tempi andati” sarebbe bene tenesse a mente vicende del genere.

