Era il lontano 1975 quando, l’allora, giovane assessore alla cultura del comune di Roncade, Ivano Sartor, inviava una lettera alle associazioni roncadesi, cercando di stimolare la nascita di un gruppo, denominato Pro Loco.
La prima costituzione di tale gruppo avvenne l’anno dopo, quindi quest’anno, 2026, la Pro Loco Roncade, compie i suoi primi 50 anni di esistenza; una organizzazione che ha lavorato e lavora al di là di tutte le appartenenze politiche e sociali per il bene della comunità.
Questo cammino non sarebbe stato possibile senza l’impegno di tanti volontari, che hanno dedicato il loro tempo e le loro competenze, per aiutare i roncadesi, e non solo, a crescere nella socialità e a vivere tanti momenti di festa e condivisione, tra questi volontari, ricordiamo le figure dei presidenti prematuramente scomparsi: Emanuela Mazzon e Graziano Cagnato, in particolare quest’ultimo nei suoi dieci anni di presidenza ha dato un impulso notevole alle attività e alle manifestazioni a Roncade.

Non è il nostro stile quello dell’autocelebrazione, piuttosto è nostra abitudine lavorare per Roncade, promuovendo un territorio che merita di essere valorizzato e presentato nel migliore modo possibile, per questo non farò in questa sede l’elenco delle iniziative e delle manifestazioni passate e presenti, ma penso che chi legge non farà molta fatica a ricordarne una della nostra associazione.
Il fenomeno delle Pro Loco e in generale del volontariato, è una delle caratteristiche che ci distingue in Europa e nel mondo, questo del dedicare del tempo gratuitamente, agli altri è uno dei valori fondanti della nostra cultura ed identità. Oggi sempre più utile e necessario, in una società che ha fatto del nichilismo il suo modello di esistenza.
A Roncade oltre alla Pro Loco esistono una settantina di associazioni di volontariato che propongono iniziative e attività aperte a tutti
Ma la nostra festa non vuole essere solo un guardare indietro alle tante cose fatte vogliamo spingerci a sognare i prossimi cinquanta anni.
Ma la transizione verso un futuro che dobbiamo auspicare, più coeso, richiede un cambio di passo culturale. Se è vero che tutti desideriamo vivere in un paese più ricco di proposte, stimoli e idee, è altrettanto vero, che queste non nascono dal nulla. La sfida si gioca su due terreni quello dell’educazione e quello della rete associativa.
Sul piano educativo diventa fondamentale, partendo proprio dai genitori, educare i bambini e le nuove generazioni a una visione d’insieme. Solo insegnando ai più piccoli a guardare oltre il proprio cortile e soprattutto, a comprendere il valore del bene comune, si potrà garantire che l’eredità dei cinquant’anni della Pro Loco, l’esempio dei suoi storici volontari e l’entusiasmo delle tante associazioni roncadesi continuino a prosperare anche domani.

Sul piano della rete associativa, non è pensabile una ulteriore associazione che raccolga le associazioni, ma solo attraverso una sinergia tra associazioni e con l’amministrazione pubblica si possono ipotizzare scenari di crescita e miglioramenti dell’esistente, partendo in primo luogo da una semplificazione delle prassi burocratiche, che purtroppo sono sempre più onerose e pesanti per un volontario.
La storia della nostra Pro Loco, il contesto in cui è nata e come opera ora, saranno il contenuto di una serata che si terrà il 10 novembre (aspettiamo molti roncadesi) alle ore 20.45 in sala Tintoretto, mentre il 17 novembre ci ritroveremo alle vigne San Giacomo, con i rappresentanti delle singole associazioni, (non quelle sportive che hanno già la loro consulta) per condividere pensieri e proposte per il futuro.

