In un volume pubblicato nel 2001 da Marsilio per conto dell’Istituto regionale per le ville venete, dal titolo “Ville venete: la Provincia di Treviso”, era stata definita “in ottimo stato di conservazione”.
Abbandonata a se stessa da decenni – a meno di un breve periodo, molto tempo fa, in cui il primo piano fu riservato alla Cassa di Risparmio in attesa della riqualificazione dell’attuale sede della filiale – oggi Villa Vianello appare cadente e più ferita che mai.
Nei giorni scorsi un pesante strato di intonaco si è staccato dalla facciata, senza conseguenze per eventuali passanti, ma indicando innanzitutto la necessità di segnalare il pericolo.

L’evento ripropone un problema ricorrente quando si tratta di strutture di pregio che rivestano una grande importanza nell’insieme urbanistico e architettonico, oltre che storico, di una città: a chi tocca metterci mano e ripristinarne l’aspetto?
La situazione non è semplice. Per i 5/6 la villa appartiene agli eredi di Wanda Salerno, moglie di Sergio Vianello, entrambi scomparsi pochi anni fa.
Originaria della Sicilia, non risulta semplice risalire a tutti i suoi parenti aventi diritto, così come è complessa la costellazione di quelli riferibili all’ultimo sesto della suddivisione (dinastia Vianello), per lo più comunque residenti nelle vicinanze.
Dati poi i vincoli di Soprintendenza che interessano le ville venete, è ovvio che i valori in gioco per un intervento di restauro sono stellari. Ed è anche inevitabile, a questo punto, che si attivino interlocuzioni con la parte pubblica, trattandosi di un problema inserito nel cuore di un centro storico.
Villa Vianello è uno dei 21 edifici di Roncade classificati come “Villa veneta” su 765 censiti in provincia di Treviso.
Questa è la descrizione redatta dall’Istituto regionale:
Con il fronte principale arretrato rispetto alla cortina muraria che si affaccia su via Roma, villa Vianello si distingue dalle altre costruzioni contermini per la sua conformazione.
Essa si presenta infatti con un possente corpo padronale a pianta quadrata, ai cui lati si addossano due portali ad arco inseriti in una struttura architravata sorretta da una doppia coppia di lesene di ordine dorico.
Il fronte principale, simmetrico, tripartito e con aperture disposte secondo interassi irregolari, si compone di una parte centrale caratterizzata nel piano rialzato da un ampio portone d’ingresso architravato, preceduto da una scalinata frontale con dieci gradini in pietra e parapetto in ferro e, al primo, di una monofora architravata, altrettanto ampia, con poggiolo in aggetto cinto da un parapetto in ferro battuto.

