Uno dei temi che da qualche tempo risuonano più spesso nel mondo dell’imprenditoria è quello della cosiddetta “attrattività” delle aziende, vale a dire l’insieme delle caratteristiche che contribuiscono a richiamare candidature all’assunzione e a prevenire le ormai sempre più frequenti migrazioni di lavoratori già in organico verso altre opportunità di impiego.
La disoccupazione ai valori minimi, specie in Veneto, la disponibilità di posti di lavoro superiore al numero di persone idonee a ricoprirli e la demografia negativa inducono i titolari d’azienda a cercare tutti i possibili modi per magnetizzare figure professionali sempre più necessarie.
Dal punto di vista del peso contrattuale, è in un certo senso, il capovolgimento del rapporto tra datore e lavoratore che conoscevamo una ventina di anni fa.
Così, a parte il valore delle retribuzioni, nei limiti consentiti dall’organizzazione interna vediamo offrire orari flessibili, possibilità di lavorare a distanza, servizi collaterali come asili nido interni, trasporti, convenzioni per prestazioni mediche, sconti per frequentare palestre e centri sportivi e e mille altre opportunità le quali genericamente, vanno sotto il nome di “welfare aziendale”.
Anche mangiar bene e in un ambiente sereno in pausa pranzo è un valore non da poco.
Sarà pure un dettaglio, ma l’introduzione di una pizzeria vera negli spazi della mensa, così come annunciato da Texa, di Monastier, è tutt’altro che banale.
Pensiamoci: pochi altri elementi della cucina italiana hanno una potenzialità di socializzazione, di relax e di allegria come una pizza appena cotta e servita ad una tavolata, grande o piccola che sia. Una pizza consumata da soli ha un sapore dimezzato e un significato quasi azzerato.
La leggerezza di un cibo che puoi mangiare disinvoltamente, se ti va, anche con le mani, assieme a colleghi e magari di fronte anche a superiori, ha un potere rigenerante che moltiplica il valore dell’intervallo: la pizza per sua natura suggerisce di parlare d’altro che non sia lavoro almeno per un paio di quarti d’ora.
D’accordo, lo ripetiamo: nel pacchetto delle offerte di welfare che un’azienda può offrire sarà un dettaglio. Ma è geniale.

