La scadenza naturale del Consiglio di amministrazione sarebbe arrivata nell’autunno del prossimo anno ma il sindaco di Roncade, Marco Donadel, ha decretato con un proprio atto, la decadenza del presidente della Fondazione “Città di Roncade”, Simonetta Rubinato, e dei due consiglieri di amministrazione, Francesco Pavan e Francesco Rocco, nominando, con il decreto successivo nella stessa data del 5 giugno, alla presidenza Guido Zerbinati e a consiglieri Mauro Favaro e Giacomo Buldo.
Alla base della scelta i motivi sarebbero diversi ma che si condensano in una sostanziale refrattarietà della Fondazione a comunicare scelte e decisioni all’Amministrazione comunale che, nel 2006, conferì alla Fondazione stessa 100 mila euro a titolo gratuito per avviarne l’attività.
Dopo alcuni mesi di richieste di comunicazioni su più argomenti non soddisfatte dai vertici della Fondazione – tra cui, si legge nel decreto, quelle su “specifiche tematiche quali la gestione della Residenza sanitaria assistenziale, gli investimenti per la manutenzione dell’immobile, l’erogazione dei servizi, l’elargizione di contributi e l’attribuzione di consulenze esterne a pagamento” – vi sarebbe stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Il sindaco, cioè, avrebbe appreso indirettamente dal direttore della cooperativa Promozione e Lavoro che la stessa aveva ottenuto dalla Fondazione “la proroga del contratto di concessione del servizio di gestione della casa di riposo, a condizioni e termini che, ad oggi, risultano formalmente sconosciute all’Ente Fondatore”. Insomma, un prolungamento dell’incarico senza passare per un bando di gara (tecnicamente possibile e a certe condizioni accettabile) e, soprattutto, senza informare il Comune.
Ad elevare la tensione è stata nei mesi scorsi la pretesa autonomia rispetto all’ente municipale sulla quale il Cda uscente ha insistito in più circostanze, con la sponda dei consiglieri di minoranza in Consiglio comunale.
Tra le posizioni più in contrasto si segnala il sostanziale rifiuto della Fondazione a far rientrare il proprio bilancio in quello del perimetro del Gruppo di amministrazione pubblica (Gap), vale a dire l’insieme delle società partecipate o controllate dal Comune i cui conti contribuiscono a comporne il bilancio consolidato (meccanismo dal quale la precedente amministrazione comunale, nel 2018, aveva sottratto l’ente).
Lo scorso inverno il tema fu oggetto di eccezioni sollevate dal gruppo di opposizione secondo il quale l’integrazione dei conti della Fondazione in quelli del Comune sarebbe andata in conflitto con l’autonomia rivendicata nello Statuto.
Un parere legale al proposito richiesto avrebbe però poi dato ragione al Comune.
Al di là di tutto, comunque, ci sono righe nel decreto del sindaco abbastanza nette. “La Fondazione – vi si legge – non ha condiviso con l’Amministrazione né i programmi, né le attività a carattere sociale, né la destinazione delle contribuzioni alle associazioni, con sovrapposizione con i servizi già erogati dal Comune. A fronte delle plurime e precise contestazioni da parte dell’Amministrazione sul compimento di atti contrari o l’omissione di atti dovuti rispetto a quelli programmatici e di indirizzo assunti dal Comune – è il giudizio conclusivo – le deduzioni pervenute da Fondazione, di cui si è dato più sopra atto, sono risultate inidonee ad offrire adeguate giustificazioni”.
Ora si tratta di capire se il terzetto sollevato dall’incarico vorrà presentare ricorso alla magistratura.
Per Donadel Guido Zerbinati “rappresenta un profilo di grande spessore umano e professionale”. Medico di medicina generale per quarant’anni nell’ambulatorio di Biancade, è attualmente in servizio presso la casa di riposo “Villa delle Magnolie”, a Monastier, e presiede la Commissione Invalidità della Ulss 2. È inoltre fondatore e medico volontario di una nota Onlus che realizza progetti sanitari e missioni umanitarie in Sierra Leone. “La sua stimata esperienza – aggiunge il sindaco – unitamente a quella dei consiglieri Giacomo Buldo e Mauro Favaro, sarà fondamentale per proseguire con competenza e sensibilità il prezioso operato di Fondazione”.
“Non ho dati oggi per fare valutazioni sulla conduzione del passato – interviene lo stesso Zerbinati – e ho stima verso Rubinato. Non posso dubitare vi siano state minori efficienze nella gestione, sono sicuro lei abbia svolto bene la sua conduzione di presidente”.

