Ciao ciao

Basta parlare di vermi, è l’esortazione che arriva.
Giusto, l’argomento ha saturato un po’ tutti, prosegue, come si dice, “nelle sedi competenti” e non fa più notizia.
Anche i bombaroli più esuberanti denotano segni di stanchezza, i vari “partiti dei genitori” si sono configurati, si sono passati in pelo e contropelo e da dire sulla mensa della scuola non hanno quasi più nulla.

Così possiamo andare sul leggero-nostalgico registrando il fatto che se n’è andata nel frattempo, sottovoce, la storica cabina telefonica di piazza I maggio, confessionale laico di milioni di confidenze di tante generazioni in cerca di un posto riservato fuori casa in cui poter bisbigliare con l’amoruccio di turno.
Parole da misurare con cura, calcolate su ogni singolo gettone e sulla diversa voracità dell’apparecchio a seconda dell’orario. Sempre sperando non rispondesse il papà, paura ormai debellata e lasciata nel secolo scorso.

Basta così. La metà di chi legge, adesso, non sa proprio di cosa stiamo parlando.