La chimera della segretezza

Pensare che lo scambio di messaggi in un servizio chat chiuso possa avvenire in tutta segretezza è una chimera.
Non è un tema tecnico, non c’entrano le blindature crittografiche: a giocare, banalmente, è il fattore umano.
Facciamo un esempio e immaginiamo un gruppo anche di soli 10 iscritti. Ciascuno di essi avrà certamente almeno un confidente stretto – coniuge, amico, fratello, genitore o figlio, eccetera – con il quale avrà il desiderio di confrontarsi su argomenti magari un po’ più delicati discussi in chat. E già il gruppo di fatto è raddoppiato.

Non c’è dubbio poi che, magari, in situazioni rilassate, una quota di questi 20 possa far vedere a un conoscente (con l’agile comando di condivisione) un passaggio di quella stessa conversazione ritenuto magari curioso, divertente o eccessivo.
A questo punto è fatta, lo spiffero iniziale è già uno scolapasta. Quasi sempre senza dolo di alcuno, rarissimamente c’è malizia: qui parliamo di pura, comune e umana leggerezza.
Se poi nella risma dei lettori clandestini finisce il blogger di provincia il guaio è perfetto.

Ci fosse stato il web negli anni Settanta, gli iscritti alla P2 di Licio Gelli – la più segreta e compromettente loggia massonica nella storia della Repubblica – sarebbero venuti alla luce sui media in tempo reale e non vent’anni dopo.

Ma torniamo sull’argomento perché non tutti i danni potenziali delle chat sono uguali.
Il salto di livello nelle conseguenze delle indebite tracimazioni di messaggi avviene quando il gruppo non è più soltanto quello degli amici del calcetto o dei genitori di una scolaresca.
Se la chat è di una entità para-istituzionale che, in quanto tale, trattiene rapporti ordinari con strutture amministrative o comunque con soggetti collettivi integrati nella vita di una comunità, la strada si fa sdrucciolevole, la cura del linguaggio e la moderazione dei contenuti dovrebbero diventare il primo comandamento.
Ripetiamolo: se si parla a più persone attraverso il web i patti di segretezza non reggono e non c’è bisogno di hacker.

Roncade.it