Forno Franzin, cambia il comandante

Dal 1 giugno lo storico panificio Franzin cambierà nome.

Quasi 180 anni dopo, l’epoca della nota famiglia di panificatori roncadesi finirà mettendosi alle spalle 7 generazioni di professionisti. Ma l’elegante e accogliente negozio in rovere sotto i portici accanto al castello non smetterà di emanare i suoi effluvi di lieviti dolci e salati e, per i primi tempi, i roncadesi non dovranno neanche fare a meno del sorriso di Gianni, l’ultimo panettiere di famiglia, che sbucherà ancora ogni tanto dal laboratorio per salutare o abbracciare qualcuno, per raccontare una nuova barzelletta.
Piano piano, però, il passaggio di testimone sarà compiuto. Il forno storico di Roncade passerà nelle mani di Valentino Bottaro.

IL CAMBIO

Un panificatore esperto di Piombino Dese, pronto a fare suoi i segreti che Gianni, benevolmente, svelerà. «Ha già un panificio. E’ solare e umile, mi rivedo in lui, mi ha fatto da subito simpatia» confida Franzin, soddisfatto della scelta. Gli acquirenti infatti sarebbero diversi, nonostante la crisi generale del settore. «Sono stato fortunato» dice. L’ipotesi che il suo forno sia ambito perché la qualità è sempre stata garantita non è contemplata, nella modestia con cui parla del suo mestiere portato avanti prima per necessità, davanti alla morte prematura del papà, e poi con la virtù di colui che una volta, pur di salvare una ventina di uova, cadendo si è rotto una spalla. Roncade è stata viziata per decenni dalle focacce perfette, i panettoni golosi e una vasta selezione di pani fragranti che Gianni sfornava di giorno in giorno con la pazienza che il pane industriale non conosce e con ingredienti e lieviti naturali, scelte di fatica e passione. In centro sarà necessario fare i conti anche con l’assenza della moglie, Stefania Dalla Giustina, assieme a Gianni da poco meno di 50 anni.

Sorridente e composta, servizievole e precisa, non mancava mai di chiedere notizie su un caro del cliente o di scambiare due chiacchiere sulla quotidianità delle cose. Ora il panificio cambierà testimone, ma i dipendenti rimarranno gli stessi. Gianni garantisce.

LA STORIA

«La storia non si interrompe, sarà pronta a custodire e portare avanti ciò che è stato costruito nel tempo, perché alcuni valori e sapori non cambiano, si tramandano». Una storia che inizia con Dionisio, che operava con la sua bicicletta mentre il Veneto era attraversato dalle fiamme dei moti rivoluzionari contro l’Austria.

Un racconto continuato con Benito e Attilio, detto Lillo, il padre di Gianni (ma era Bianca, la mamma, ad imperare dietro al banco) e, fino ad ora, con Gianni stesso, il cognome non è mai cambiato. Per ringraziare con affetto i fedelissimi clienti, Gianni e Stefania aspettano tutti sabato 9 giugno alle 11.00 per un rinfresco «con la certezza che questa storia continuerà, ancora».

Aldina Vincenzi – da Il Gazzettino del 6 maggio 2026