Parto dalla frase, riportata in virgolettato nell’ articolo “Argini a rischio: il Consorzio non ha soldi”, in cui il direttore del Consorzio di bonifica Piave afferma : “L’erosione delle sponde di fiumi e canali di pianura sarebbe un fenomeno sorto ormai alcune decine di anni fa a causa prevalentemente della proliferazione delle nutrie, problema contro il quale palificazioni e cortine di roccia si sono dimostrate efficaci”.
Mi permetto di fare una considerazione: le palificazioni sono efficaci in una situazione emergenziale ma, a mio avviso, non si possono considerare una soluzione definitiva al problema dell’erosione dei fiumi e in particolare del fiume Musestre.
Palificazioni di “vecchio” impianto , quali quelle presenti prima della chiesa di Castello di Roncade, dimostrano che l’erosione continua anche alle spalle della palificazione stessa
Non fa che spostare il problema a valle del tratto palificato, basti vedere lo stato delle rive immediatamente successivo alla fine della palificazione.
Sterilizza lo scambio di nutrienti; si ricorda che l’ecosistema fluviale è un sistema eterotrofo in cui la maggior parte dell’energia necessaria per la vita proviene dall’esterno del fiume stesso, sotto forma di materiale organico.
Sicuramente ci sono sfide nuove (eventi climatici estremi) e vecchie (nutrie) da affrontare e la risposta non può essere solo emergenziale.
Riporto alcuni esempi di progettazione che si basano, mi sia permesso, su modelli innovativi:
https://www.cirf.org/la-riqualificazione–fluviale/
https://www.comune.venezia.it/it/content/corsi-dacqua
https://www.ilfiumemarzenego.it/la-fossa-pagana-una-lunga-storia/
Sono solo alcuni esempi di interventi di gestione che si basano su rinaturalizzazione delle sponde e creazione di golene allagabili che, assicurando una riduzione del rischio idrogeologico, favoriscono anche una maggiore qualità delle acque.
Come riporta l’articolo, i soldi che paghiamo ogni anno al Consorzio bastano appena per la normale gestione e non contribuiscono ai fondi per la progettazione di nuove soluzioni.
E’ vero ma è proprio nel momento in cui vengono al pettine i nodi dell’attuale gestione del fiume, che bisogna mettere attorno a un tavolo tutti gli attori (Amministrazioni, Consorzio, Coltivatori, semplici cittadini,…) e pensare a soluzioni che vadano oltre l’emergenza.