Gentile direttore,
Le scrivo affranta, nella speranza che Roncade.it riesca a raggiungere più roncadesi possibile, così che possano accogliere il mio accorato sfogo e possibilmente sostenermi. Sono Roberta Giacometti, sanciprianese, chimico ed esperto di diagnostica su beni culturali, oltre che divulgatrice di storia e cultura locali.
Dal 2009 a oggi molti roncadesi mi conoscono per l’attività di divulgazione che svolgo regolarmente per AVIS Roncade, per la stesura del libro “Il mondo dei lavanderi” e per altre attività di divulgazione svolte per conto del Comune di Roncade. Sono stati lunghi anni in cui volentieri mi sono spesa con generosità con l’unico scopo di portare in luce eventi, dare voce a persone e raccontare il passato che ci accomuna e che ci ha reso comunità prima ancora che città.
Il mio approccio a questo genere di servizio è sempre stato totalmente svincolato dalle logiche politiche, come amavo rammentare a donne di politica quali Chiara Tullio, Dina Brondolin, Simonetta Rubinato.
Tra un sorriso e una nuova idea sono nati nel tempo nuovi scenari divulgativi e un nuovo modo di fare divulgazione, non strizzando l’occhio al mondo accademico bensì studiando e accogliendo ciò che c’è a Roncade, per trasmetterlo alle persone con freschezza, precisione, parole adeguate al tempo che stiamo vivendo.
Come un memento mori continuavo tuttavia a ripetere alle figure che rappresentavano il Comune di Roncade “Guarda che io non sono una politica, guarda che io non voglio c’entrare con strategie politiche…”, e volentieri, in nome della conoscenza che è tale solo se condivisa, non ho mai chiesto né ricevuto un solo euro per il servizio svolto, già paga di aver lavorato per Roncade, di aver sottratto all’oblio qualche pezzetto di verità per trasmetterla a chi oggi vive la nostra città.
Nel 2008 insieme all’architetto Manuela Zorzi di Silea abbiamo presentato in Ufficio tecnico (il referente al tempo era Alessandro Lillo) un progetto di arredo urbano che riguardava tre monumenti roncadesi: la Vittoria alata, il busto di Riccardo Selvatico, il monumento a Carlo Menon realizzato da Alessio Tasca.
Dei pozzetti luminosi allacciati alla pubblica illuminazione costituivano un fraseggio che metteva in relazione questi tre monumenti secondo una continuità stilistica e tecnica. Due di questi tre pozzetti sono stati realizzati nel corso degli anni e ancora oggi sono visibili, ai piedi della Vittoria alata e di Riccardo Selvatico.
Tuttavia era stata approvata la realizzazione di tutti e tre i pozzetti, riservandosi in futuro di realizzare quello per il monumento a Menon, il cui progetto e testo descrittivo sono tutt’ora in possesso dell’Ufficio tecnico e del Comune.
Lo scorso marzo 2026 tramite Facebook dell’assessore Paola Carrettin ho appreso dell’intenzione dell’Amministrazione attuale di apporre una non meglio precisata targa sul monumento a Menon.
Allarmata, ho preferito parlarne con la diretta interessata a cui ho telefonato. Sfortunatamente, una malattia diagnosticatami qualche anno addietro mi rende molto difficile la gestione di qualsiasi relazione, compresa quella telefonica con l’assessore Carrettin. A valle di tale telefonata Carrettin mi avvertiva che avrebbe fatto una ricerca in Ufficio tecnico (non essendo lei assolutamente a conoscenza, a suo dire, del progetto dei pozzetti luminosi) per informarsi e che di seguito mi avrebbe contattato. Mi ha anche ripetuto di non telefonarle, che mi avrebbe contattato lei. Io ho fatto l’errore di credere a politiche falsità da parte di Carrettin.

Tant’è che stamattina, 21 maggio 2026, mentre facevo colazione mi è comparso tra le notifiche di Facebook un post di una orgogliosissima Carrettin che mostrava la neo-installata targa in ottone, senza alcun riferimento al lavoro di ricerca profuso per individuare strategia del pozzetto luminoso e testo descrittivo di autore e opera.
Questo, cari roncadesi, è ciò che l’assessore Carrettin intende quando dice che si informerà, che contatterà, che vedrà. Zero riconoscimento del lavoro svolto, zero riferimenti alla prospettiva di una sua realizzazione, zero telefonata che mi aveva detto che mi avrebbe fatto.
Questo, cari roncadesi, è il rispetto che la “nuova” (ma ormai neanche più di tanto) generazione di amministratori roncadesi riserva a chi da quasi 20 anni si spende con continuità per lo studio e la divulgazione della storia di Roncade, anche passando per le testimonianze orali raccolte nel tempo, a chi da più di 20 anni si spende per la conservazione e tutela del patrimonio culturale della comunità, gratuitamente e col sorriso.
Con vivo rammarico,
Dott.ssa Chim. Roberta Giacometti

