Porcilaia di Bagaggiolo, solo in un certo senso ma si può ampliare

Quella approvata dal Consiglio comunale ieri sera riguardante l’allevamento di maiali di Bagaggiolo sarà pure una “delibera a tutela dei cittadini”, come è stata definita alla fine dal sindaco, ma la discussione ha dato l’impressione di uno sdrucciolevole percorso tra una piroetta normativa e l’altra.
Certamente tutto legittimo e regolare, su questo non possono essere sollevati dubbi.

Rimane solo la sensazione che, in un tempo non prevedibile e al di là degli orizzonti della memoria comune, il progetto di ampliamento respinto ormai tre anni fa dalla precedente amministrazione possa essere riproposto a dosi omeopatiche, con piccoli e singolarmente indolori provvedimenti successivi in punta di diritto.

Lasciamo la previsione agli atti, se sarà sbagliata tanto meglio.

Per cominciare, va detto che l’”interpretazione autentica” delle norme che precludono l’ingrandimento dell’impianto, approvata dall’assemblea con il voto contrario dell’opposizione, dice che ingrandire non vuol dire aumentare il numero di animali gestiti dalla struttura (oggi 1276 scrofe, 582 scrofette, 7.800 suinetti e due verri). L’estensione della superficie coperta va intesa come intervento inevitabile al fine di consentire adeguamenti necessari per il rispetto di nuove leggi in materia di sicurezza sanitaria.

La costruzione di tre vasche per 14 mila metri cubi al posto di una da 11 mila già sovrabbondante è stata spiegata ma, almeno chi scrive, non l’ha capita.

La garanzia ribadita più volte è che, a meno di un via libera dell’assemblea, la capacità di suini dell’allevamento non sarà mai aumentata. Se e quando quel giorno arriverà, ad ogni modo, è lecito immaginare che il disco verde votato ieri sera renderà il percorso meno difficile.
In conclusione, il Consiglio comunale è sovrano: il comitato che avversò all’epoca l’allargamento della produzione è silente, il Comune confinante, le attività economiche nei dintorni ed il Parco del Sile idem.
Il gruppo di opposizione quel minimo sindacale previsto dalla propria ragione d’essere, educatamente lo ha fatto.
Vuol dire che va bene così.