I barbari al confine. Con il cavaturaccioli

C’è poco da fare, saremo sempre gli allegri cialtroni che siamo.
Un sacchetto trovato due giorni fa tra l’Asilo Vittoria e la Casa di Riposo, con dentro due ronchesini e due coltelli da cucina arrugginiti, un coltellino multiuso svizzero dotato di cacciaviti e cavaturaccioli e una pistoletta giocattolo, di quelle che si vincono al Luna Park, ottenuta con una stampante in 3D, è diventato “un arsenale” con tanto di “machete”. Probabilmente occultato dentro una siepe da criminali seriali – extracomunitari, of course – in attesa di compiere il prossimo assalto nelle case di gente per bene.

E se polizia locale e carabinieri, ad un’unica voce, dicono che è solo robaccia lasciata là, al massimo configurabile come smaltimento improprio di rifiuti e neanche degna di essere sequestrata, è una descrizione che non ci va bene.
Nossignore: tranquillizzare diventa una cosa da non fare.
Come si permettono, in questo mondaccio cane sempre più in rovina?
Gridare ai bambini in pericolo dentro l’asilo, occorre.
Sì, abbiamo bisogno di emozioni forti, noi allegri cialtroni.

Far lievitare la paura evoca il bisogno di reazioni armate, militari, se possibile, tanto care a chi sogna contesti di governo autoritari. Lo si fa da sempre e ovunque nel mondo.

I barbari al confine sono poi il nostro intramontabile leitmotiv. Duemila anni fa erano l’incubo dei Romani. Poi i Romani, anche per questioni banalmente demografiche non diverse dalle nostre, quei barbari un po’ alla volta dovettero assimilarli. Con loro fecero figli e li impiegarono anche nell’esercito.
Qualcuno diventò con il tempo pure imperatore.
E poi presidente degli Stati Uniti e poi sindaco di New York.

E’ proprio un peccato che, mentre straparliamo di gente foresta di prima o seconda generazione, acquattata nel buio in riva al Musestre e pronta a rapinare con un cavaturaccioli l’ignaro passante, un agricoltore roncadese si sia fatto avanti dicendo ai vigili: scusate, quella roba l’ho persa io.
Un guastafeste.

Brutta giornata per noi, cialtroni più tristi che allegri.

(n.b.: repliche solo via e-mail e firmate. Saranno pubblicate qui)