A Roncade scende l’Imu per chi affitta a negozi e attività commerciali ma questo non piace all’opposizione, che vota contro.
E’ accaduto ieri, nell’ultima seduta dell’anno del Consiglio comunale in cui l’amministrazione ha proposto il passaggio dal valore dallo 0,9% allo 0,8% dell’imponibile catastale sul quale calcolare l’Imposta municipale a carico dei proprietari di immobili dati in locazione.
Una misura dal valore più che altro simbolico, dato che, alla fine, non potrà che determinare una riduzione in valore reale fra i 100 ed i 200 euro l’anno, ma che, nelle intenzioni del governo cittadino, intende rappresentare un piccolo incentivo da parte pubblica alla vitalità commerciale della città.
Con un impatto peraltro trascurabile sulle casse pubbliche, dato che, in base ad una simulazione, anche dovessero essere dati in affitto tutti i locali classificati come “C1” (è questa tecnicamente la categoria di appartenenza) i mancati introiti non andrebbero oltre i 40 mila euro.
Il provvedimento è passato ma con il voto contrario del gruppo di opposizione “A Roncade”, i cui componenti avrebbero voluto lo “sconto Imu” fosse agganciato ad un’effettiva riduzione del canone di affitto praticato dai proprietari degli immobili a vantaggio dei locatari.
Al di là della difficoltà pratica di un controllo in questo senso, ha però spiegato l’assessore comunale al Bilancio, Boris Cagnin, “andare ad incidere sulla trattativa privata è sostanzialmente impossibile per il Comune”.

