Biblioteca, sono tempi difficili.
Le quattro addette dipendenti dell’agenzia Disma, di Treviso, a cui era stato affidata buona parte della gestione della sede roncadese, nel giro di una decina di giorni hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e ora il compito di tenere aperto il servizio è sulle spalle del bibliotecario comunale, di un operatore in servizio civile e di un terzo in regime di stage.
Pochi per consentire la regolarità delle operazioni e, soprattutto, insufficienti a sostenere la moltiplicazione delle iniziative avviate negli ultimi tempi.
Passo indietro: perché si è arrivati a questo?
Ad innescare le criticità è stata sostanzialmente la morte di Angelo Rigo, alla fine dello scorso settembre, cioè il titolare di Disma, azienda trevigiana dei servizi culturali di riferimento per molte amministrazioni locali e non solo. A Roncade il contratto prevedeva 72,5 ore di servizio la settimana.
Per ragioni collegate a complicazioni nella gestione della società seguita alla scomparsa del presidente, sembra essere venuta meno la liquidità sufficiente a corrispondere gli stipendi dei lavoratori, i quali hanno potuto ottenere le ultime spettanze solo grazie alla disponibilità in questo senso degli enti pubblici clienti.
Per tornare a Roncade, la risposta dovrà ovviamente essere ricercata nell’individuazione di un nuovo fornitore, ma la procedura potrebbe essere non immediata anche a causa di un percorso di rescissione del contratto con Disma per vari motivi non semplice.
Al di là dei tecnicismi si tratta ora di avere un po’ di pazienza nella speranza di poter contare, nel frattempo, su qualche soluzione-ponte (volontari? associazioni più o meno culturali? versione bibliotecaria dei nonni-vigile? mah…) per continuare a servire temporaneamente la popolazione con i consueti livelli di qualità.

