Giorni contati per Rio Sartor

A volte nella storia ci si mette un po’ di sfortuna. A Roncade l’unico elemento del paesaggio urbano che reca il nome di un cittadino vivente, Rio Sartor, è una fontana a raso che non ha mai funzionato, se non per pochissimi giorni.

E’ vero che la denominazione non è mai stata ufficiale e che è collegata semplicemente al sindaco in carica all’epoca della progettazione e dell’inaugurazione dell’opera, Ivano Sartor. Però è altrettanto vero che, in seguito, non si è mai trovata alcuna altra espressione per definirla e dunque Rio Sartor rimane.

Ancora per poco, comunque, a quanto pare di capire dalle parole pronunciate dall’attuale primo cittadino, Marco Donadel, nel rispondere ad una domanda del gruppo di minoranza in tema di decoro urbano nell’ultima seduta del Consiglio comunale.

“Rio Sartor non mi piace, è orribile. Finora non ho voluto apposta sistemarlo – ha detto – perché a breve l’intera piazza del Municipio avrà una sistemazione più importante”.

Ma è bene ricordare, per chi abbia meno di 30 anni, di cosa stiamo parlando.

Lungo i lati nord e ovest della piazza, per un periodo molto ristretto, all’inizio di questo secolo, scorreva un’acqua trasparente che una pompa sotterranea rimetteva in circolo.
Il corso a L della fontana rientrava in una riqualificazione dello spazio (prima articolato in quattro aiuole quadrate con, al centro di ciascuna, un’alta magnolia), contrattata dall’allora amministrazione comunale a fronte di un ampliamento dei volumi da edificare concessi nell’area dell’ex Consorzio agrario (oggi piazza Ziliotto). La società costruttrice si impegnò cioè a rifare il piazzale secondo un disegno che comprendeva, appunto, il Rio Sartor.

Ma i problemi tecnici iniziarono ben presto.
Si parlò di pompe sottodimensionate, di rubinetti che in municipio non funzionavano più quando queste si attivavano, e poi di spese eccessive per ripulire i filtri dalle foglie delle piante vicine.
Va anche sottolineato che i sindaci successivi non si produssero in grandi sforzi per riportare agli originari splendori la fontana.

Perché, poi, visto che, ormai, avrebbe avuto il nome di un predecessore? Ritennero in sostanza non fosse molto logico muovere, per un fiumiciattolo artificiale, contestazioni ai costruttori, di lì a poco impegnati in altri interventi di recupero di settori del centro storico in degrado.

Ora cosa accadrà? Da quanto è lecito presumere la parte della piazza caratterizzata da superfici ondulate sarà spianata, così da consentire installazioni più ampie ed agevoli di strutture temporanee per le varie manifestazioni. In questa logica si può pensare che anche le superfici ora occupate dal letto asciutto di Rio Sartor potrebbero essere recuperate per garantire maggiori capienza e fruibilità dell’area.