Speriamo sia solo un demente

Non conosceremo mai il nome – e comunque da parte nostra non sarà mai pubblicato – perché partiamo dal presupposto si tratti di una persona malata.
Se i quattro incendi che un nostro concittadino cinquantenne avrebbe appiccato negli ultimi giorni a Ceggia (Venezia) e per i quali è stato arrestato a Jesolo (Venezia) dai carabinieri sono esclusivamente il frutto di uno stato mentale alterato è giusto riservare all’indagato, nel rispetto del diritto di cronaca, tutti i margini previsti sulla tutela della riservatezza dei “soggetti fragili”.
Un malato di mente è un soggetto fragile, la piromania è un disturbo psichiatrico noto.

Se però si venisse a sapere che gli atti sono stati commessi per lucida esecuzione di progetti con altre finalità (economiche, di ritorsione, etc.) allora le cose cambierebbero. Specie se prendesse corpo l’ipotesi di gesti pilotati da terzi.
Sembra, a questo proposito, che il roncadese sotto inchiesta e colto con gli accendini in tasca possa essere coinvolto in precedenti episodi.
Il fenomeno degli incendi dolosi, in senso generale, continua a rimanere uno tra i più difficili da contenere e smascherare.