Una Amazon roncadese? Si può
   
   
Leonardo Zanatta: "Partiamo con un consorzio di partite Iva"
 
L’unione fa la forza, aggregandosi si può fare molto e creare un'alternativa

 
1 aprile 2021

 
Gentile direttore,
  
il tema Amazon sta diventando sempre più ricorrente, segno che non mancano preoccupazioni sotto i punti di vista occupazionale, dei trasporti e del consumo di suolo/cementificazione. Non è neppure mancato un piccolo gruppo di cittadini che ha cercato di sensibilizzare circa i retroscena che si celano dietro a questo colosso.

Ma ciò che ancora non ho visto è una proposta locale che sia all’altezza dei servizi offerti, se non superiore, coprendo anche il modo della ristorazione.

Quello che voglio esprimere in questa riflessione è una carrellata dei punti di forza, per continuare con i punti deboli per poi arrivare alla mia proposta/visione di quello che potrebbe essere lo stato futuro per Roncade. Per chi i non amanti della lettura suggerisco un salto alla fine.
  
Punti di forza:

· Consegne rapide, sabati e domeniche, spesso nel giro di 24/48h
· Disponibilità certa. Non accade che ordino un prodotto e non arriva
· Prezzi buoni, spesso ottimi
· Grande varietà di scelta. Prezzi per tutti i gusti
· Amazon Locker: se non sono a casa mi faccio spedire la merce nell’armadio più vicino
· Reso gratuito entro 30gg
  
Prendendo in esame anche il servizio Prime, con il costo di 36€ all’anno offre:

· Spedizioni gratuite su gran parte dei prodotti
· Prime Video, per guardarsi film, serie TV in streaming, senza pubblicità
· Prime music, per ascoltarsi una discreta libreria di brani, anche qui, senza pubblicità
· Prime reading, per poter scaricare una discreta libreria di ebook
· Spazio di archiviazione illimitato per le foto. Servizi simili tipo DropBox, Google Drive, Box, etc pongono sempre un limite di spazio di 3/5 Gbytes. Per avere uno spazio illimitato occorre spendere minimo 50-60€ all’anno.
· Contenuti gioco.

C’è inoltre un altro punto di forza. Sappiamo che Amazon è di per sé un centro logistico, un collettore che raccoglie assieme migliaia di aziende. Molte di queste, se non ci fosse Amazon, avrebbero grosse difficoltà a essere viste, sia nel caso di prodotti artigianali, sia nel caso di commercio puro. Amazon dà loro la possibilità di sopravvivere.
Per gli autori in erba, Amazon permette inoltre di pubblicare libri che verranno poi stampati solo al momento dell’ordine, senza quindi costringere l’autore ad acquistare centinaia di libri per convincere la casa editrice a pubblicarli
 
Come scrivevo non mancano però i punti deboli:

· Il numero di prodotti è talmente alto, che spesso ci si perde. Pensiamo a piccoli accessori per la casa o per l’ufficio. Fate una ricerca e state là ore a guardare e a ricercare per spendere magari solo 5-10€. Se ordinate per prezzo dal più basso al più alto, molto spesso la ricerca restituisce migliaia di articoli il cui costo parte da 0.10€ e per cui la selezione richiede di sfogliare più e più pagine.
Di fatto si è costretti a ricercare tra i “Prodotti suggeriti”.
Per carità, si possono anche mettere dei filtri, come la valutazione degli utenti, la marca, etc ma io rimango dell’idea che sia un caos. Rimango dell’idea che se devo acquistare un bene da 1000€ può valer la pena spendere del tempo e capire bene quale sia il prodotto giusto, ma se devo spenderne meno di 50, vorrei dedicare massimo 5 minuti senza aver dubbi che il prodotto sia adatto o meno.
· Scarsa qualità. Indipendentemente dal costo, spesso sono presentati prodotti che, pur non avendo il prezzo più basso, offrono una qualità davvero scarsa. Parlo per esperienza. Non vi faccio l’elenco, ma vi garantisco che specie quando ci si azzarda ad acquistare marche non conosciute, il rischio è davvero alto.
Il lettore più arguto mi dirà che basta guardare il numero di stelle. Sì, ma è solo parzialmente vero. Per esperienza posso dire che se un prodotto non ha almeno 4.5/5 di valutazione e almeno 300 recensioni, il rischio che la qualità sia scadente è reale
· Marche. Bene che si possa dare l’opportunità a tutti di esistere, ma credo che quando è troppo è troppo.
· Feedback degli utenti fake. Già, in questo sito, come in tutti i siti dove gli utenti possono mettere un giudizio, ci sono i fake. Certo questa è solo una mia opinione. Non potrò mai dimostrarla, ma è pur sempre basata sulla mia esperienza di acquisto.
I giudizi fake falsi sono sia in positivo che in negativo, ovvero atti a screditare, o atti a favorire le vendite
· Feedback venduti. Parlo di un altro caso reale, frutto della mia esperienza. Acquisto un auto telecomandata per mio figlio. Inizia a fumare dopo 1h di utilizzo (per fortuna ero in giardino). Faccio il reso e scrivo il feedback negativo. Mi contatta il venditore e mi propone l’invio immediato di una nuova macchina e anche una somma di denaro pur di togliere il giudizio. Caso sporadico? Chi lo può sapere!
 
Credo che l’elenco possa continuare, ma veniamo alla proposta, sulla quale anticipo, non ho nessun vezzo a ritenere che possa essere la migliore. La mia sola speranza è che possa smuovere gli animi, creando aggregazione tra le persone giuridiche roncadesi.
Su un aspetto vorrei che non ci fossero fraintendimenti. Non ho secondi fini su quanto sto proponendo. Ho il mio lavoro e non ne sto cercando un secondo.

La riflessione parte dai punti di forza e dai punti deboli del colosso di Washington e trova il suo spazio all’interno di una piattaforma fruibile sia da web e sia da App. Ipotizzo anche il nome del progetto: RONCATRON
Di fatto dovrà essere un collettore esattamente come Jeff Bezos ha costruito, ma focalizzato solo a livello locale: comune di Roncade, a cui potrebbero aggiungersi comuni limitrofi. Secondo il mio punto di vista Monastier e Meolo potrebbero essere incluse; Casale lo vedo già un po’ troppo distante.

L’idea è di creare un consorzio di Partite Iva auto-organizzate. Come tale potrebbero permettersi il lusso di condividere costi e iniziative.
Immaginate quindi questo portale dove sia possibile acquistare tutto quanto le partite Iva aderenti possono fornire. Mi riferisco soprattutto a beni materiali disponibili nelle attuali realtà roncadesi: articoli per la casa, attrezzature, abbigliamento, alimentari e prodotti della ristorazione.
 
Facciamo un esempio pratico, prendendo proprio questi ultimi.
Immaginiamo che in questo portale sia possibile scegliere tra Pizze, Club Sandwich, Primi, Secondi, contorni e dolci. L’utente dovrebbe vedere solo l’elenco dei prodotti e cliccakndoci dentro, gli ingredienti e i costi, e l’esercente. Affinché tale portale appaia come una soluzione unica e non frammentata, quest’ultimo non dovrebbe neppure apparire nei risultati della ricerca. Ovvio che, per i più affezionati, non dovrà mancare la possibilità di filtrare per l’esercente specifico.
Ecco quindi che dopo aver selezionato il menu, prima di dare l’OK, tale portale mi darà i tempi per la consegna. Se però ci fossero carichi troppo alti per un esercente specifico, ecco che mi proporrà un prodotto simile di un altro esercente che in quel momento ha meno richieste.
 
Ora guardiamola dal punto di vista del fruitore, una famiglia media, che una sera vuole comprare un Kebab vegano per il marito, un branzino per la moglie, un toast e patatine fritte per il bimbo e 3 pastine alla crema. Entra in questo portale, sceglie l’ora della consegna, paga subito e aspetta la consegna per la quale avrà pagato 2-3€ aggiuntivi. Immaginiamo per un secondo che questa cosa sia già in funzione e confrontiamolo con la stessa richiesta nello scenario attuale. Cosa dovrebbe fare il marito? Chiamare i 3 esercenti, accordare l’orario, etc
  
Sia ben chiaro. Non ho certo inventato l’acqua calda. Portali similari dedicati alla ristorazione ce ne sono da mo’. Basta andare in centro a treviso per sperimentare. C’è da dire però che sono focalizzati solo sulla ristorazione e presentano il limite dovuto proprio alla distanza della consegna. A Roncade il servizio non arriva. Quel poco che c’è non viene adottato da tutti i ristoratori.
 
Nel frattempo però la coda da Godfish il mercoledì nel parcheggio 123 posti è sempre in aumento, segno che un certo bisogno c’è.
Su articoli di abbigliamento, hobbistica, elettronica, il discorso non dovrebbe essere molto diverso.
L’esigenza della consegna a casa potrebbe non essere così importante, tuttavia poter vedere cosa c’è disponibile nell’uno o nell’altro negozio senza muoversi da casa, o il solo servizio “pronto per la consegna” favorirebbero certamente gli acquisti locali. Certo, per l’esercente, creare una propria vetrina su un portale può essere davvero molto impegnativo. D’accordo, però in primis i fotografi a Roncade non mancano e secondo, non dovrebbe essere censita la totalità dei prodotti, ma solo i più attraenti.

Ma se è vero che Amazon offre il servizio prime a pagamento, anche RONCATRON dovrebbe fare altrettanto, sempre a pagamento:

· consegna gratuita in 4h
· visto che ricreare una piattaforma Video/Musicale non sarebbe autosostenibile, dovrebbe essere offerti tot accessi agli eventi live roncadesi. Ben pochi comuni hanno una discoteca o club che può fungere da tale. Ma non dimentichiamoci degli spazi all’aperto.
· Accesso a tot ore di corso in palestre/piscine, se non la creazione di una vera e propria palestra all’aperto
· Accesso ad altri servizi a prezzi molto scontati

Non mi dilungo sui servizi che possono essere offerti, anche perché direttamente in funzione del numero di partite iva aderenti e del numero di utenti che potrebbero aderire. Ritengo altrettanto importante un’analisi di mercato approfondita per conoscerli meglio. Sono però fiducioso che se ben veicolato, l’interesse possa esserci.
  
Il messaggio che voglio dare è che l’unione fa la forza. Aggregandosi si può fare molto, si possono ridurre enormemente tempi, spazi, costi. Quanti volte capita infatti che certi negozi vendano gli stessi prodotti? E tutti hanno il loro spazietto dedicato a tale articolo e un potere d’acquisto bassissimo. Ma se un certo articolo lo vende un solo esercente e ne comprasse quantità industriali, non sarebbe un risparmio?
 
Sarà sufficiente questo per contrastare il lungo elenco di punti di forza di Amazon? Magari no, ma forse permetterà di tenere ancora accesa un’alternatva.
Al contrario cosa vediamo oggi? Una serie sconfusionata di iniziative dei singoli. Chi mette i prodotti sulla propria pagina Facebook, chi sul proprio sito internet. Non c’è uniformità sulla proposta e neppure sui metodi di pagamento.
 
Nel 2021 ci sono ancora esercenti che non hanno il bancomat e che storCono il naso se paghi con la carta quando il futuro sta andando verso il pagamento col cellulare, vedi Satispay o altro.
Ci sono ancora negozi che fanno la tessera punti che ti “regala” premi pagando un extra aggiuntivo (ma pensano davvero che siamo tutti scemi?)
Leggo sempre dei vari esercenti che si lamentano verso il governo e chiedono solidità, certezze. Ma che solidità ci può essere in un mondo che è sempre più liquido? Sempre più in continuo cambiamento?
La caratteristica dei liquidi e quella di adattarsi al recipiente che lI contengono. Se questa sarà la risposta che sapranno dare alla propria attività magari potranno anche crescere e migliorare, ma se manterranno la figura monolitica che li contraddistingue dubito che possano vincere le sfide del domani.
  
Concludo con una riflessione. Se pensiamo a tutti i colossi nati attraverso il web, facebook, google, youtube, che cos’hanno in comune? Sono servizi gratuiti, ma che, in un modo o nell’altro, riescono a trarre un profitto da tale gratuità. Come fanno? In primis attraverso la pubblicità che è mirata in base alle preferenze di navigazione. In secondo luogo si rifanno seguendo l’assioma del Marketing: creare un bisogno. Quando non potremo più farne a meno, inizieremo a pagare e questo lo si vede già: Facebook è talmente radicata che se un ente vuole proporre un evento, giocoforza dovrà investire una parte della campagna su tale piattaforma; DropBox era completamente gratuita per un numero infinto di HW. Oggi sono solo tre e così via.
Cosa accadrà quando anche Amazon diventerà un servizio indispensabile a cui non sapremo rinunciare e che nel frattempo avrà il monopolio? Quanto costerà a un produttore vedere il marchio “Prodotto Consigliato” sul proprio prodotto?
    
Leonardo Zanatta
   
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