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Biancade, parrocchia in sospeso
   
   
Don Giuseppe Volpato è in partenza, ma quando non lo sa
A quattro anni dalla pensione la sede non conosce ancora il suo successore. "Sto facendo scatoloni". La curia "con le nomine siamo un po' in ritardo"

 
21 settembre 2021

 
I parroci che lasciano l'incarico nel giorno in cui vanno in pensione, a 75 anni, di fatto non esistono.
Il caso di don Giuseppe Volpato, che quel compleanno lo ha festeggiato nel 2017, e che da allora ha continuato a reggere il campanile di Biancade, non è dunque un fatto straordinario.
Di anomalo c'è casomai che, benché il vescovo, mons. Michele Tomasi, gli abbia comunicato di accettare la remissione della carica lo scorso giugno, in occasione delle cresime, ad oggi il sacerdote non conosce ancora la data esatta in cui lasciare la parrocchia.
“Sto facendo scatoloni – ha detto oggi – perché devo consegnare a breve la casa libera. Ma quando ancora non so”.
  
Cinquantadue anni di sacerdozio, 22 dei quali trascorsi a Biancade (era arrivato l'11 settembre del 1999), originario di Piombino Dese (provincia di Padova e diocesi di Treviso), don Giuseppe ha trascorso l'estate attendendo indicazioni e giustificando il ritardo con l'infortunio occorso qualche tempo fa al vescovo, una noia al ginocchio che gli avrebbe impedito di muoversi come avrebbe voluto.
“Con l'autunno ricominciano le attività, a cominciare dal catechismo. Per un po' i collaboratori dovranno gestirsi in autonomia, in attesa del mio successore”, chiude il parroco.
  
Fonti della curia riconoscono che, in effetti, le nomine quest'anno sono partite in ritardo e bisognerà attendere un altro po' per conoscere il risiko delle tonache nella diocesi. Questione di poco, assicurano tuttavia.
Cosa potrà accadere a Biancade, 3600 residenti, è difficile prevederlo. Sul territorio vi sono parrocchie piccolissime con un parroco in esclusiva e parroci che amministrano da soli due o tre sedi anche di dimensioni rilevanti.
Una regola di massima, insomma, non è semplice da individuare.
Dato il numero limitato di sacerdoti a disposizione sarebbe naturale pensare all'affidamento al parroco di Roncade, a cui fa capo pure Vallio, anche della chiesa di Biancade, così come don Francesco Guarise è riferimento per San Cipriano, Musestre e Ca' Tron.
Ne uscirebbe tuttavia una somma di poco meno di 9 mila anime, eccessiva a meno di assegnare alla comunità anche un energico cappellano cioè una risorsa, come si direbbe in ambito lavorativo classico, “di difficile reperibilità”.
E questo benché l'anno in corso, sotto questo profilo, sia abbastanza felice, data la consacrazione già di quattro nuovi sacerdoti contro i due del 2020. Rimane il fatto, fanno infine notare in curia, che l'anno del Covid ha messo alla prova la resistenza di più parroci over 75 e che le richieste al vescovo di poter andare in pensione a tutti gli effetti si sono moltiplicate.
    
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