Controllo di vicinato, servirà un upgrade?
   
   
Ai topi d'appartamento si affiancano, con prepotenza, i truffatori online ai quali spalanchiamo le porte senza saperlo
L'aiuto di quartiere dovrebbe estendersi alla sensibilizzazione dei meno esperti e perciò i più vulnerabili

 
20 aprile 2021

 
Controllo di vicinato, forse è il momento di un upgrade.
Gli effetti prodotti da questa forma di coordinamento spontaneo fra vicini di casa per sorvegliare il quartiere e dissuadere evantuali ladri o vandali dal porre in atto gesti criminosi finora pare aver funzionato e i dati sulla criminalità di tipo predatorio all'interno delle case diffuse dalle questure paiono rafforzare il giudizio.
  
I casi di furti in abitazione sono in lenta ma costante decrescita da diversi anni, almeno in tutto il Nord Italia, per una serie di ragioni, però questo non significa affatto dire che siano diminuiti i ladri.
Hanno semplicemente cambiato natura, l'aggressione ai patrimoni dei cittadini avviene con altri metodi che vanno sotto il nome di truffe o di frodi, sempre più consumate attraverso i mezzi informatici.
  
La malavita ha cioè capito rapidamente che, vista ormai la modesta presenza di denaro contante nelle residenze e le complicazioni nel gestire oggetti preziosi sempre più tracciabili, è molto più profittevole e meno rischioso andare a prendere i soldi della gente direttamente là dove sono conservati, ossia nei conti correnti bancari o postali.
Senza avere bisogno di piedi di porco o altri arnesi da scasso, visto che quasi sempre le chiavi di accesso gliele consegniamo noi, rispondendo ingenuamente a e-mail, messaggi sullo smartphone o telefonate in cui interlocutori molto esperti riescono a farci rivelare gli estremi dei nostri account.
 
Sono questi, in sostanza, i furti del nuovo millennio. Colpi raffinati, commessi da criminali che si trovano a centinaia di chilometri, magari all'estero, e dei quali difficilmente si ha notizia, se non nelle statistiche delle forze dell'ordine, soprattutto a causa della vergogna provata dalla vittima nel riconoscere di aver subito un raggiro. Se ci vengono i ladri in casa, insomma, lo gridiamo ai quattro venti, ma se ci succhiano i risparmi dal conto in banca con la nostra inconsapevole collaborazione - che è come lasciare in sosta un'automobile dimenticandola aperta e con le chiavi inserite - almeno cerchiamo di risparmiarci la magra figura.
  
I numeri dicono che questo succede sempre più spesso, specie in questi ultimi mesi nei quali gli acquisti online ci hanno fatto prendere molta confidenza con la Rete, ed ecco perché l'attività di prevenzione finora condotta dai comitati del Controllo di vicinato dovrebbe fare un salto di qualità.
Conservando, naturalmente, lo sguardo attento diretto sulle finestre del vicino, quel pericolo rimane.
Ma estendendo anche lo sforzo ad una sorte di "alfabetizzazione" verso chi sia più esposto ai rischi di frodi telefoniche o informatiche. Come? In senso generale organizzando momenti di informazione coinvolgendo se possibile persone esperte, o producendo semplici vademecum con le norme basilari  di comportamento. O anche soltanto scambiando qualche parola con i soggetti che nel quartiere si ritengano essere i più vulnerabili alle aggressioni via web o telefoniche (per le quali, fra l'altro, non sono previste forme di assicurazione).
  
Chi gestisca esercizi commerciali di questo settore potrebbe infine impegnarsi nel far comprendere al cliente, all'atto dell'acquisto di un pc o di uno smartphone, che lo strumento, se male gestito, può diventare la porta d'accesso spalancata a invisibili Arsenio Lupin in grado di svuotare il suo conto bancario senza nemmeno alzarsi dal divano di casa.
  
    
Roncade.it
   
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