Ciclovia, anche su questo tentiamo una sintesi
   
   
Parcheggi, alternative e fruizione. E il gusto degli assenti di ributtare la palla sulle gradinate 
Le vendite di biciclette esplodono e a meno di 200 metri da via Roma c'è un posto auto ogni 30 roncadesi, compresi i senza patente

 
12 aprile 2021

 
Pista ciclabile, anche su questo ri-facciamo un po' di ordine.
Le cose a quanto pare devono funzionare così. Tutte le volte che un argomento di interesse comune torna a galla vengono sollevate su canali social questioni superate da anni e sulle quali dibattiti sostanzialmente identici, sviluppati anche in assemblee pubbliche, hanno già condotto a soluzioni accettate.
E' sufficiente andare al link http://www.roncade.it/archivi2020.html e digitare “pista ciclabile”, usciranno decine di servizi a conferma di tutto ciò.
Comunque, riproporre una sintesi serve sempre.
 
1 – PARCHEGGI
E' il vero nervo scoperto, qui e ovunque in Italia si sia parlato di piste ciclabili. Basta, ad esempio, andare a rileggere le cronache sui quotidiani di Treviso prodotte tutte le volte in cui fu deciso di pedonalizzare vie e piazze.
A Roncade, fino a due anni fa, sul lato ovest di via Roma gli stalli erano perpendicolari sopra il selciato di porfido e il fondo per questo era si era nel tempo pesantemente rovinato.
Il loro spostamento sulla fascia asfaltata, nel frattempo ricavata restringendo la carreggiata, ha permesso di ripristinare la base di sampietrini e, sebbene questo non fosse previsto, ha consentito ad alcune attività di sfruttare lo spazio come plateatico (ricordiamolo fino ad oggi offerto gratuitamente) per attenuare le conseguenze delle restrizioni da Covid.
Dallo scorso anno quantomeno baristi e categorie affini sui parcheggi non hanno più eccepito.
Anche perché intanto gli stalli a disposizione a meno di 200 metri dal corso sono saliti a 530, vale a dire l'invidiabile rapporto di uno ogni 30 roncadesi, contando anche chi non guida.
C'è infine il leggendario teorema dell'anguria secondo il quale un ortofrutta in centro storico vedrebbe mortificati i propri ricavi a causa della rinuncia all'acquisto di angurie da parte di clienti con automobili in sosta troppo lontano. Al netto di quanto possa incidere, sul fatturato di un anno, questo tipo di prodotto, l'interrogativo è perché mai anche gli ortofrutta ambulanti nei lunedì estivi si ostinino ad esporre angurie sapendo che dentro il mercato le auto non possono entrare.
  
2 – ALTERNATIVA SUL MUSESTRE
C'è chi trova più gradevole transitare in bicicletta il tratto parallelo sull'argine del Musestre. E' comprensibile, lo si può fare da sempre e si potrà continuare.
Ma quel percorso non potrà diventare una pista ciclabile perché le dimensioni ed altre caratteristiche tecniche non permettono di classificarlo così. E poi rimane inalterato il problema della messa in sicurezza dei ciclisti che scelgono via Roma e che certo non possono essere obbligati a deviare sull'argine. Nelle mappe che riportano la rete delle ciclovie omologate e che i turisti consultano il segmento mancante che riguarda Roncade deve essere riempito, il paese non può rischiare di rimanere escluso dai grandi flussi di mobilità sostenibile già robusti in tutta Europa prima della pandemia e ora letteralmente esplosi. Un riscontro diretto di questa tendenza? A Roncade c'è uno storico rivenditore di biciclette: provate a chiedergli quanto tempo ormai un cliente può trovarsi a dover attendere fra un ordine e la consegna. Acquistare un'automobile sta diventando più rapido.
 
3 – USO DELLA CICLABILE
Ritorna poi l'osservazione secondo la quale l'attuale pista non sarebbe utilizzata da un numero di utenti tale da giustificare il sacrificio di altri parcheggi.
A parte il fatto che qui siamo nel campo delle opinioni e che, in ogni caso, anche i ciclisti fossero gli stessi che percorrevano prima via Roma, adesso lo possono fare protetti dai mezzi a motore, il tema da introdurre è quello della proiezione sul domani.
Una quarantina d'anni fa, quando la Treviso-Mare partiva da Vallio e si fermava a Nerbon perché non c'era ancora il cavalcavia sull'autostrada, la struttura era transennata perché del tutto inutile. Quando venne raccordata alla tangenziale di Treviso fu evidente a tutti la centralità di questa arteria.
  
Chiusura con la solita figura calcistica che non guasta mai.
Ci sono difensori capaci solo di fermare un'azione avversaria scaraventando il pallone sulle gradinate ottenendo pure ovazioni.
Ce ne sono altri che intercettano la palla, la mettono giù, alzano la testa, vedono una giocata possibile e, con passaggi rasoterra, provano senza clamori a cucire una strategia.
Rimane al pubblico capire la differenza.
  
 
Legambiente, puntare sulle "Città 15 minuti"
Tempo a piedi o in bici per raggiungere i servizi essenziali

(ANSA) - ROMA, 12 APR - Ridisegnare le nostre città in modo che "tutti i servizi essenziali siano raggiungibili a piedi in un quarto d'ora ('Città 15 minuti', come previsto a Milano e Padova)". La sollecitazione arriva da Legambiente nello studio "Clean cities, una nuova mobilità urbana" in cui si osserva che "ci muoviamo troppo poco in bici, anche perché mancano corsie ciclabili e strade a 30 all'ora per viaggiare in sicurezza". La ripresa della mobilità post Covid, si legge nel rapporto, "avverrà prima nelle città che avranno saputo incrementare l'offerta di mobilità pubblica e condivisa (sharing), che avranno ridisegnato strade e servizi di prossimità ('città 15 minuti', in cui tutto è accessibile a piedi o in bici)". (ANSA).
DR/ - 2021-04-12 11:28
    
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