A scuola con il panda elettronico
   
   
Burlin: "Così possiamo usare la robotica per scoprire i talenti" 
L'esperienza alla materna di Musestre con le storie inventate dai bambini e popolate da piccoli automi che ridono e piangono

 
7 maggio 2021

 
Per la Treccani la Robotica è una disciplina dell'ingegneria che “ha per oggetto lo studio e la realizzazione di robot, e le loro applicazioni pratiche nelle attività di produzione industriale e di ricerca scientifica e tecnologica”. Le sue recenti applicazioni in altri ambiti, tuttavia, hanno permesso di individuare in essa potenzialità anche in sfere di natura umanistica e che dunque si prestano ad essere valorizzate in più campi dell'educazione.
E' per questo che l'argomento è al centro di uno specifico progetto attivato dall'Istituto comprensivo di Roncade-Monastier con l'ente trevigiano Gruppo insegnanti formatori per il talento (Gif4t).
  
Ma quando la robotica è davvero educativa?
Ho posto questa domanda ad uno dei gruppi di docenti che stanno seguendo il corso di abilitazione per il sostegno e, con me, il laboratorio di robotica educativa. Mi ha sorpreso la risposta breve e concisa di un insegnante, secondo il quale questo avviene “quando fa emergere il talento di ogni bambino o ragazzo”.
Mi piace!
Alcuni giorni fa ho portato alla scuola dell’infanzia “Walt Disney” di Musestre sei robottini a forma di panda che possono eseguire alcuni semplici comandi di movimento (avanti-destra-sinistra), ciascuno dei quali dotato di una “penna magica” con il compito di trasmettere all'automa i comandi ottenuti toccando un particolare blocchetto di cartone.
Il kit ha a disposizione anche delle gradi tessere di puzzle per costruire la strada su cui far muovere i panda elettronici, alcune delle quali riportano disegni di personaggi ed oggetti.
I bambini, divisi in gruppi di tre, subito si sono fatti catturare dal robottino dai grandi occhioni che può animarsi assumendo espressioni legate alle emozioni (ride, si arrabbia, piange…).
  
Due bimbi hanno cominciato ad inventare una storia usando le tessere che riproducono un pesce, una casetta, una giostra.
Giovanni mi coinvolge, vuole che senta la sua. “Il robottino va a mangiare il pesce perché ha fame, poi va a casa e si riposa, poi va al parco dove c’è la giostra”. Mi dice che non è finita qui, però.
Intanto Filippo, con la penna magica, fa avanzare il panda fino al pesce, poi gli ordina di girare a destra portandolo sopra la casetta. Cosa ho osservato? I miei nuovi “occhiali” mi permettono di vedere negli alunni non solo l’intelligenza logico-matematica espressa dalla gestione dei robot ma anche un segnale di intelligenza linguistica e relazionale in Giovanni e, naturalmente, una abilità visio-spaziale e logico-matematica in Filippo.
Nel gruppo a fianco c’è la piccola Elena che vuole provare a dare degli ordini al suo robottino ma non riesce a comprendere la connessione causa-effetto fra un comando e l'azione corrispondente. Robertino, allora, prende la penna magica, fa vedere alla compagna come fare e poi le restituisce lo strumento incoraggiandola a tentare nuovamente. A tre anni questo è davvero inusuale e colgo perciò in lui la capacità di mettersi in relazione e di percepire empatia nei confronti di qualcuno in difficoltà. In questo caso vuole aiutare ad imparare e scusate se è poco, mi viene da dire!
  
Da molti anni mi occupo di robotica educativa e in tutte le mie esperienze ho avuto modo di osservare moltissime evidenze di talento nei bambini e nei ragazzi. Spesso, però, queste informazioni importanti che segnalano attitudini ed inclinazioni non sono state raccolte in modo strutturato, rimanendo solo nella memoria mia o degli insegnanti con cui ho lavorato.
L’Istituto comprensivo di Roncade si è invece messo in gioco come scuola dell’educazione e non solo dell’apprendimento. Ha avviato la sperimentazione adottando il nuovo approccio pedagogico che prende il nome dal progetto di ricerca Gif4t a cui lavoro con altri colleghi. Le nostre innumerevoli esperienze nel mondo della scuola, dell’università e del lavoro, ci hanno portato a credere, come Walt Disney, in un sogno, nella scuola dei talenti. Il progetto vuole fornire una visione e strumenti idonei (la robotica è soltanto uno di essi) per scoprire come ognuno, con il proprio talento possa essere linfa vitale per la comunità e viceversa.
Da quanto ho visto finora l’inizio è davvero promettente!
Buon viaggio a tutti noi.
  
“Chiediti se ciò che stai facendo oggi ti avvicina al luogo in cui vuoi essere domani” - Walt Disney
 
    
Lorella Burlin
   
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