Roncade in formato QR? Pensiamoci
   
   
In molte città l'accoglienza al turista si declina già con l'offerta di informazioni da ottenere subito sullo smartphone
Il costo è minimo e molto ci sarebbe da imparare

 
15 aprile 2021

 
Ricordate?
Sulla soglia della scorsa estate, quando con i criteri di distanziamento, barriere di plexiglass, contingentamento dei clienti, bocce di gel ad ogni varco, fu possibile tornare a fruire di spazi interni di bar e ristoranti, molti gestori cestinarono i consueti menu stampati, ritenuti un veicolo di possibile contagio appunto per il loro passare di mano in mano, trasferendo la lista ad un codice QR. Un quadratino di punti bianchi e neri, cioè, inquadrando il quale con il proprio smartphone, ogni cliente avrebbe ottenuto sul proprio schermo le informazioni sulla proposta di cibi e bevande con relativi prezzi.
Il metodo implica un costo sostanzialmente pari a zero, a parte la fatica di ricopiare il menu su un file da depositare in un server.
  
Allargando il concetto, se un territorio viene visitato da turisti è perché questi si aspettano abbia cose da raccontare, contenuti di natura storica, artistica, paesaggistica, architettonica eccetera.
L'importante è che agli ospiti sia presentato il "menu" della casa, che siano messi nelle condizioni, arrivando al cospetto di un palazzo, un monumento, una statua, un qualsiasi segno importante del luogo in cui si trovano, di sapere cosa abbiano davanti e quali informazioni quell'oggetto possa loro trasmettere.
L'idea non è affatto nuova, in molte città la collocazione di etichette con codici QR nelle vicinanze di punti significativi è una prassi.
  
Su Roncade e sul suo patrimonio artistico-culturale esiste già un materiale molto corposo pubblicato e pronto ad essere sintetizzato in schede esaustive e leggibili sul display di un telefonino.
Potrebbero occuparsene piccoli comitati di volontari e appassionati, frazione per frazione, utilizzando un formato omogeneo da definire. Sarebbe pure una interessante forma di coinvolgimento popolare e di riscoperta della città a vantaggio innanzitutto di chi la abita.
E poi basterebbe stampare, man mano che sono pronti, i quadratini magici, plastificarli e attaccarli dove serve con il Vinavil, che sarebbe, alla fine, il materiale più costoso.
Naturalmente questo è lo schema base, se ci sono idee migliorative parliamone.
  
    
Roncade.it
   
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