Con il Covid a Roncade tutti più sani
   
   
Collovini: "Influenza sparita, farmaci per bambini diminuiti del 70% e nessun aumento di ansiolitici" 
Gli effetti collaterali di distanziamento sociale e mascherine. In calo anche medicine per l'intestino, shampoo per i pidocchi e cosmetici

 
18 gennaio 2021

 
Influenza? Non pervenuta.
Anche a Roncade i farmaci tipici di questa stagione sono in caduta libera e mai come quest'anno soprattutto i bambini si sono “salvati” da antibiotici e sciroppi. A differenza dei dati registrati mediamente in contesti urbani di grandi dimensioni, non risultano invece incrementi di vendite di ansiolitici, sonniferi o sostanze generalmente assunte per soccorrere la psiche.
  
Il report è di Paolo Collovini, farmacista del centro storico il quale, con un calcolo approssimato, stima in una flessione di oltre il 30% la vendita dei prodotti più frequenti fra autunno e inverno.
 
Più nel dettaglio, “se guardiamo agli antibiotici per i bambini – spiega – la richiesta si è ripiegata almeno per due terzi. La spiegazione è ovviamente legata alla riduzione dei contatti diretti nelle scuole, luogo in cui lo scambio di virus ed elementi patogeni in generale è inevitabile. Per avere un'idea, se nel 2019 le confezioni di prodotti contenenti la Amoxicillina (come lo Zimox) per bambini erogate sono state 190, mentre in tutto il 2020 siamo arrivati appena a 40. Abbiamo potuto rilevare una tendenza simile, benché meno accentuata, anche sui farmaci contro i disturbi gastrointestinali. Quando i bambini non hanno modo di scambiarsi il lecca-lecca, insomma, anche i virus si muovono poco”.
  
Il discorso vale anche per gli adulti, benché in modo più contenuto. “Senza contatti sociali e respirando con la bocca protetta dalla mascherina – aggiunge Collovini – sono scesi notevolmente i casi di malattie delle vie respiratorie. Bronchiti, tonsilliti, sinusiti eccetera. A seconda della molecola di antibiotico, il calo nel 2020 è stato fra il 30% ed il 50%. Per restare al marchio forse più noto, lo Zimox per adulti è sceso nell'arco di un anno da 63 a 12 confezioni. Idem per prodotti come sciroppi, fluidificanti e affini”.
  
Un ulteriore aspetto da considerare, collegato alla riduzione dei contatti, deriva dalla vendita di prodotti di parafarmacia, dove potrebbe comunque aver influito la concorrenza di altri canali. Lo shampoo contro i pidocchi, ad esempio, che conosceva momenti di picco nel primo autunno, quest'anno è sostanzialmente rimasto sugli scaffali. Questo probabilmente per la mancata “importazione” del parassita dalle località di vacanza, prime fra tutte quelle balneari connotate da una promiscuità marcata.
Relativamente alla clientela femminile, è poi nettissimo il calo (-30%) nel segmento della cosmesi, e qui non servono interpretazioni.
  
Il dato che discosta dalle tendenze nazionali, e pure questa volta in positivo, riguarda il ricorso a farmaci contro i disagi psicologici. "Con riferimento all'andamento del Tavor, l'articolo di norma privilegiato – rileva infine il farmacista roncadese – noto addirittura qualche numero in meno. No, non ci sono anomalie nelle richieste di ansiolitici, tranquillanti o sonniferi e questo mi porta a pensare che ad attutire i malesseri accusati dalla media degli italiani contribuisca l'ambiente in cui viviamo, con una grande disponibilità di spazi verdi e con una società locale in cui le relazioni fra familiari si possono ancora vivere senza dover affrontare spostamenti fra comuni o regioni”.
  
    
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