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Cancelli sul Musestre, se ne occuperà il Tar
   
   
La società ha proposto due ricorsi contro Comune di Roncade
e Consorzio di Bonifica 

Si chiede di sospendere e annullare l'ordine di rimozione.
Prima udienza fissata il 23 settembre

 
18 settembre 2021

 

Sale di livello il dibattito nato alla fine di luglio attorno all'installazione sull'argine sinistro del fiume Musestre, fra il cavalcavia della Strada Regionale n.89 “Treviso-Mare” ed il centro storico di Roncade, di due cancelli in corrispondenza dei limiti di proprietà di una società privata.
L'azienda ed i suoi rappresentanti legali hanno infatti avanzato al Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Veneto due distinti ricorsi contro il Consorzio di Bonifica Piave e il Comune di Roncade finalizzati ad ottenere l' “annullamento, previa sospensione dell'efficacia” degli atti con i quali gli enti hanno contestato l'opera edilizia.
 
Più nel dettaglio, i ricorrenti chiedono ai giudici amministrativi, da una parte, che siano annullate una comunicazione e un provvedimento municipali di “rimozione degli effetti della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia)” datati 8 luglio 2021 e 30 luglio 2021 e un provvedimento del Consorzio in cui si invita la società al “ripristino dello stato e dei luoghi” e, dall’altra, nel caso in cui il Tar ritenesse che le opere fossero da rimuovere, che siano loro risarciti i danni patiti, poiché, come esposto dai ricorrenti, detti manufatti sono stati messi a dimora solo a seguito del rilascio di molteplici autorizzazioni da parte del Consorzio e dello stesso Comune di Roncade.
 
Secondo il Consorzio, infatti, con l'erezione delle barriere sull'argine si sarebbero violati gli articoli 6 del “Regolamento consorziale per l'esercizio e la manutenzione delle opere di bonifica” (preleva qui) e del “Regolamento consorziale per l'esercizio e la manutenzione delle opere di irrigazione” (preleva qui), in cui si fa riferimento alle sanzioni previste per “l'utente che impedisce l’ingresso sul proprio fondo del personale preposto alla manutenzione, e ostacola il medesimo nell’espletamento del suo mandato”.
   
La società, invece, attraverso una lettera inviata a Roncade.it il giorno 8 settembre, sottolinea come da parte del Consorzio avesse ottenuto un “provvedimento assentivo” nel maggio del 2020 mentre quello che “intima inspiegabilmente la rimozione di tali opere” sia giunto solo a fine luglio 2021. Per questa ed altre ragioni la ricorrente ritiene “del tutto illegittimi” gli ultimi provvedimenti di Consorzio di Bonifica e Comune di Roncade, vale a dire quelli sui quali ora sono chiamati a pronunciarsi i magistrati lagunari.
     
La prima udienza di fronte al Tar è fissata per il 23 settembre, ad assistere i ricorrenti saranno gli avvocati Antonio Pavan, di Treviso, e Francesco Mazzarolli, di Padova, mentre il Comune di Roncade si affida al trevigiano Bruno Barel.
La spesa prevista per le casse pubbliche è di circa 12.700 euro, i dettagli sono contenuti nelle due seguenti delibere n.109 e n.110, entrambe del 15 settembre scorso.
 
Ma come era sorto il dibattito? A portare l'argomento alla pubblica attenzione era stata un'interrogazione presentata in sede di Consiglio comunale il 28 luglio scorso dal gruppo consiliare di minoranza “Facciamo strada”. Qui si può prelevare il verbale di deliberazione di Consiglio comunale n.27 del 28 luglio 2021 che riporta l'intera trascrizione della discussione relativa al tema sviluppata in aula.
  
Al centro del quesito vi era in particolare la compatibilità fra la posa dei cancelli e quanto si legge all'art. 96 del Regio Decreto n.523, cioè la legge che disciplina la materia, secondo il quale in una fascia di cinque metri dal margine dell'acqua è proibito installare qualsiasi oggetto (manufatti, siepi, alberature, recinzioni eccetera) così come eseguire scavi o interventi che possano impedire la corretta manutenzione delle sponde.
Nella risposta al gruppo consiliare lo stesso sindaco, Pieranna Zottarelli, aveva dunque spiegato che “in base alle leggi vigenti è obbligatorio il rispetto della fascia di metri 5” e che perciò “il Consorzio di Bonifica ha già ordinato alle parti private di rimuovere le opere realizzate”.
    
Roncade.it
   
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