No, no e ancora no
   
   
Stroncature seriali in Consiglio per le proposte della Lega sulla gestione del dossier-Amazon 
Negati la costituzione di commissioni speciali e protocolli di respiro intercomunale

 
9 aprile 2021

 
Mentre a Roncade si attende ancora la seconda istanza dei proponenti relativa al polo Amazon, durante il consiglio comunale straordinario riunito ieri sera è stato bocciato dalla maggioranza l’ordine del giorno presentato il 26 marzo dalle opposizioni in merito alla proposta di istituzione di commissioni speciali (una consiliare con funzioni di controllo politico e amministrativo e l’altra intercomunale ai fini di una pianificazione della viabilità concordata fra enti locali contermini). Negata anche la possibilità di impegno da parte del sindaco a procedere con la sottoscrizione di un accordo di pianificazione e predisposizione di PATI (Piano di Assetto del Territorio Intercomunale).
  
Il capogruppo della lista di minoranza “Facciamo Strada”, Roberto Silvestri, parla di un’"opportunità persa”, ma si scontra con le spiegazioni fornite dal sindaco, Pieranna Zottarelli, che puntualizza come gli strumenti richiesti esistano già e siano perfettamente consoni alle esigenze del momento.
  
L’unica concessione dell’Amministrazione roncadese viene fatta ad inizio seduta, quando il primo cittadino dichiara che la commissione tecnica preposta, ossia la commissione seconda, verrà aperta a tutti i consiglieri. “L’intero consiglio comunale avrà diritto di accesso immediato agli atti - sostiene Zottarelli - e rinnoverò l’invito anche ai proponenti e alle associazioni di categoria. Si tratta di un’apertura che comunque per noi è scontata, poiché già prevista nella precedente istanza.”
  
Silvestri si dimostra deluso ed esprime perplessità legate alle dimensioni del progetto. “Ancora non conosciamo le ricadute che potremo avere sul territorio e vogliamo essere partecipi non nella fase passiva, ma in quella atta a prevenire disastri.”
  
Antonio Baesse, assessore ai Lavori Pubblici, interviene illustrando con slide l’eterogeneità delle diverse zone industriali sviluppate nei comuni che verranno interessati dalla realizzazione dell’hub di logistica della multinazionale statunitense, evidenziando l’assenza di coinvolgimento originario degli altri enti confinanti al momento della stesura programmatica e sottolineando l’esiguità di potere dei Comuni rispetto alle normative esistenti.
  
E, quando Zottarelli spiega come il PATI sia divenuto ormai uno strumento desueto, il morale della squadra di opposizione cala visibilmente.
  
“Il PATI riduce l’ambito di intervento dei Comuni, perché la loro competenza termina quando inizia quella regionale. Inoltre la fase preparatoria è lunga e complicata. Quando si adotta un PATI, tutti i Comuni e gli altri Enti coinvolti devono deliberare. Per completare un iter ci vogliono almeno due o tre anni. Insomma non ha nulla a che vedere con questa istanza. E poi è stato snellito e si ritrova ad esser un arma spuntata … Noi Comuni interessati alla realizzazione della Treviso Mare, per esempio, abbiamo firmato una lettera condivisa, a suo tempo, per subito dopo dividerci già con le dichiarazioni alla stampa. … Se non siamo riusciti a metterci d’accordo su una strada, comesi può pretendere che ci sia intesa su tutta la viabilità, anche quella sovracomunale?”
  
Ma Silvestri non si da' per vinto ed esorta l'Amministrazione a vedere l'ordine del giorno come un pretesto per coinvolgere gli altri Comuni e concertare un indirizzo comune. Non solo. Le opposizioni temono che tutta l'apertura dimostrata in sede consiliare ieri sera cada nel dimenticatoio come pare sia avvenuto più volte in passato. Le promesse del sindaco rincuorano parzialmente. "Potrete sempre richiedere una seconda commissione. Lo abbiamo già dimostrato, infatti era previsto già al tempo della prima istanza.”
    
Aldina Vincenzi
   
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