Alle medie con l'iPad
   
   
Debuttano a Roncade le "Classi 3.0", primo step di una piccola rivoluzione umanistica-digitale
Sul banco libri e tablet per scoprire talenti stimolando competenze tecniche, civiche e sociali libere, critiche e consapevoli

 
5 dicembre 2020

 
Cinquanta ragazzi di prima media, su 120 coetanei iscritti al sistema Roncade-Monastier, distribuiti in due aule, sono i pionieri di “Classe 3.0”, progetto concepito un anno fa su iniziativa della dirigente scolastica, Anna Maria Vecchio, in seguito approvato dal Collegio dei docenti e consacrato dal via libera del Consiglio di istituto.
L'esperienza è iniziata pochi giorni fa, seguita, il 4 dicembre, dall'inaugurazione formale degli spazi dedicati.

Cos'è "Classe 3.0"
Sotto l'aspetto pratico, gli allievi hanno acquistato un iPad (tablet marchiato Apple) ad un prezzo concordato con un fornitore unico di 550 euro, strumento che li accompagnerà per tutto il triennio in parallelo ai supporti tradizionali cartacei come libri, dispense e pubblicazioni didattiche in generale.
Contestualmente sono stati formati 12 “docenti digitali”, espressione che in questo caso ha poco a che vedere con linguaggi di programmazione o studio delle tecnologie informatiche e che riflette, invece, l'approccio ad un modello di insegnamento che faccia sintesi dei diversi canali di apprendimento oggi sfruttabili e interpreti le risorse del web come fonti per una ricerca di informazioni consapevole e critica.
Il tema, naturalmente, meriterebbe approfondimenti più dettagliati nell'alveo di un “work in progress” che consentirà di tarare lo schema per le classi del prossimo anno e quelle successive.

I costi
Relativamente al profilo finanziario, oltre ai costi individuali sostenuti dalle famiglie per il tablet con la mela (altre 30 che si erano proposte sono state escluse in seguito ad un sorteggio, non essendo per ora possibile formare una terza classe), vanno considerati 15 mila euro investiti dall'Istituto comprensivo per la formazione dei docenti e la dotazione a loro favore di dispositivi identici a quelli degli allievi, ed un uguale importo reso disponibile dall'Amministrazione comunale per gli arredi delle aule dedicate all'insegnamento “3.0”.
A questo si devono infine aggiungere gli oneri per l'allacciamento dell'istituto alla fibra ottica, essendo la larghezza di banda prima fruibile insufficiente per le nuove necessità di traffico dati.
 
 
Ma non è tutto
Va tenuto poi presente che le classi “3.0” rappresentano una componente di un disegno più ampio di rinnovamento del modo di fare scuola. Un passaggio successivo sarà quello delle “aule all'aperto”, in sintesi la possibilità di tenere le lezioni all'esterno dell'edificio e con un diverso modello di collocazione fisica – e non solo - fra insegnanti e studenti.
E tutto questo, infine, in un perimetro più ampio ancora in cui spicca una più forte presa di coscienza, da parte dell'istituzione scolastica, di una propria funzione forse troppo spesso relegata alle “varie ed eventuali”, vale a dire quella di suggerire ai ragazzi una buona strada da percorrere una volta fuori dai cancelli.
 
“Entrambe le iniziative – spiega Vecchio – mirano alla realizzazione del macro-progetto d'istituto sull' 'Orientamento 3-14 anni' che mira alla scoperta del talento dell'alunno tramite le sue competenze disciplinari, digitali, civiche e sociali, della sua intelligenza emotiva in ambienti di apprendimento costruiti sul 'ben-essere' dello studente per un apprendimento critico, libero, responsabile e consapevole”.
La presidente del Consiglio di istituto, Miriam Passoni, richiama al ruolo della scuola di “primo alleato” del lavoro dei genitori. “Per certi versi – rileva – è la nostra garanzia nell'uso degli strumenti informatici i quali, fra le numerose potenzialità, chiamano anche un nuovo modo di apprendere più libero, più dinamico, più flessibile, più incline a cogliere le varie forme di talento che i nostri ragazzi possiedono”.
    
Roncade.it
   
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