Trovata, ma è riservata
   
   
Paola di Ca' Tron è stata individuata grazie all'aiuto di tanti ma preferisce restare nell'ombra
Qualche pensiero su una storia bella e ricca che senza il digitale
sarebbe stata persa per sempre

 
21 febbraio 2020

 
Paola è stata trovata ma è una donna riservata e manda a dire di non voler aggiungere altro alla sua storia di quattordicenne narrata in una puntata di "Trentaminuti giovani" nel 1980.
Diritto sacrosanto, naturalmente.
Appena un po' di rammarico per i molti che la conoscevano, che ci hanno aiutato a rintracciarla fornendoci i dati anagrafici e che condividono la curiosità naturale di poter ricostruire un rapporto.
  
Ovviamente non insistiamo né aggiungiamo dettagli che lei stessa non abbia spontaneamente reso pubblici nei suoi canali social.
La fotografia posta accanto all'immagine di allora è ricavata da Facebook, quindi comunque fruibile da tutti.
In ogni caso l'intenzione era solo quella di far leva su quel vecchio documento per riflettere un po' sui cambiamenti della sua e della nostra vita a cavallo dell'anno Duemila.
Che sono stati oggettivamente enormi.
  
Nel 1980 le telefonate si facevano con un apparecchio a ruota, fuori casa si usavano i gettoni e la musica era stampata su vinile o incisa su nastri magnetici.
Il concetto di “digitale” era quanto di più alieno nonostante la rivoluzione fosse già in embrione in lontane università della California.
Paola avrà forse fatto registrare in una cassetta in Vhs quella trasmissione, conoscendo data e orario della messa in onda, e chissà se, pur avendo conservato il nastro, oggi riuscirebbe ancora a vederla, vista la scomparsa dei video recorder analogici.
Nel firmare la liberatoria alla Rai, benché nessuno si ponesse ancora i problemi di oggi sull'utilizzo di immagini di minorenni, la madre di Paola non immaginava certo (nessuno in realtà l'avrebbe pensato) che quel materiale sarebbe finito negli archivi della tv di stato, le “Teche Rai”, e da qui, molti anni dopo, messo a disposizione di chiunque, per i secoli futuri, attraverso il web.
  
Per fortuna.
Anche se probabilmente Paola oggi è un tantino spiazzata e disorientata, e magari proprio per questo preferisce non parlarne più.
Per fortuna perché a noi è arrivata una bella storia, sana, intessuta di contenuti e di valori. Sono ad esempio memorabili le poche parole con cui la madre spiega alla ragazza perché, per il suo prossimo compleanno, il regalo che le farà sarà qualcosa di utile. "Le cose utili, tesoro...", mentre il decennio che si stava aprendo avrebbe dato la stura all'epoca mai più tramontata dell'edonismo, del consumismo e dell'economia delle vanità.
  
Grazie perciò a Paola, alla sua lettera alla Rai scritta con la biro e imbucata con il francobollo da 75 lire.
Però tante grazie anche alla Rai e al digitale che salvano le memorie di un popolo smemorato e impigrito nella superficialità dei “like”.
    
Roncade.it
   
    
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