Cercasi Paola di Ca' Tron
   
   
Nel 1980 scrisse alla Rai che le dedicò un servizio
L'isolamento della campagna, un motorino scassato, il treno per San Stino, la collezione di adesivi e la paura di andare a ballare

 
20 febbraio 2020

 
Paola, 14 anni, di Ca' Tron, orfana di padre da sette. Studentessa pendolare in una scuola tecnica di San Stino di Livenza, fratello operaio metalmeccanico di nome Massimo e madre che lavora in un'azienda agricola del posto. Unici mezzi di trasporto, due ciclomotori, uno dei quali scassato.
Accadeva 40 anni fa, il racconto è contenuto in una puntata di “Trentaminuti giovani” (scaricabile qui), programma della Rai al quale Paola si era rivolta con una lettera per ricevere alcuni adesivi e per proporre un'inchiesta sulla vita dei ragazzi italiani che, come lei, vivono in luoghi tanto isolati. Così lontani e spopolati, spiega la ragazza, da non esserci alcun coetaneo con il quale condividere il tempo libero.
Un distacco che genera “paura di affrontare il mondo”, dice Paola con grande sincerità, al punto di preferire di rifiutare gli inviti delle amiche di raggiungerle in discoteca, la domenica pomeriggio.
 
Il video, rilanciato da “Come eravamo”, di Rai Storia, da qualche tempo è veicolato dai social network e, a vederlo oggi, restituisce un'immagine della Bassa Trevigiana che genera sentimenti intensi e contrapposti.
Da un lato il senso di una specie di innocenza perduta, di frugalità necessaria quanto dignitosa e ingenua rispetto alla quale è difficile non nutrire una certa lieve nostalgia.
Dall'altro il sollievo per come la spesso tanto demonizzata tecnologia abbia almeno il merito di rendere oggi impossibili simili situazioni di scollamento (o almeno di ridotta integrazione) dalla società, sia pure in luoghi di pianura ed in un territorio che già aveva abbandonato da tempo la povertà del dopoguerra.
 
Su tutto, in ogni caso, meriterebbe lo sforzo di un piccolo ragionamento sulla differenza fra i quattordicenni roncadesi di allora e di oggi.
 
Comunque sia, sarebbe molto bello ritrovare Paola e sapere cosa sia successo da quella trasmissione in poi.
Se le speranze confessate ai cronisti si siano oggi avverate, se il mondo immaginato sia davvero quello in cui poi ha vissuto.
Se raccoglie ancora adesivi e se rinuncerebbe oggi a smartphone e internet in cambio del tempo per una corsa in bicicletta sugli argini dei canali di Ca' Tron.
 
Se avesse voglia di raccontarci questo ed altro, sì, sarebbe davvero molto bello.
    
Roncade.it
   
    
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