Zoe, Nico e Jack
   
   
Tre variazioni di nome di battesimo in una sola famiglia
Le istanze, riportate nell'Albo pretorio di Roncade, riguardano una madre e i suoi due figli minorenni

 
27 novembre 2020

 
Il fenomeno era abbastanza frequente fino alla prima metà del Novecento, quando gli ufficiali dell'anagrafe, specie nei piccoli comuni, scrivevano a mano e la contaminazione dei dialetti, magari incrociati con gradi più o meno elevati di analfabetismo, produceva più di qualche innocente svista all'atto della registrazione di un nuovo nato.
Conosciamo probabilmente tutti persone di una certa età con nomi di battesimo improbabili, mancanti ad esempio di una doppia e che con una “h” in più o in meno sarebbero più “normali”.
 
Poi, dagli anni Ottanta, con l'arrivo di personaggi da telenovelas o cartoons orientali, non sono mancati bambini battezzati “Geiàr” o addirittura “Goldrei”, ma questi non sono sbagli ingenui.
  
Esiste tuttavia il modo di correggere o integrare nomi di battesimo evidentemente errati o rispetto ai quali si preferisca, in un secondo tempo, una diversa formulazione. Basta che vi sia un via libera delle autorità comunali e del Prefetto, e che, per un mese dalla pubblicazione del provvedimento sull'albo pretorio, nessuno abbia alcunché da eccepire.
  
Così accade in questi giorni per una famiglia roncadese in cui, per motivi sconosciuti e che di certo i protagonisti non sono tenuti a spiegare, sembra ci sia stato un ripensamento collettivo e contemporaneo.
La madre ha chiesto di assumere il nome di Martina Zoe, anziché Martina. E i figli minorenni, accanto ai rispettivi nomi originari, vedranno aggiunti Nico e Jack.
Il motivo è una questione assolutamente legittima e privata, sia chiaro. Fantasticare sui perché, tuttavia, è inevitabile e alla fine anche queste sono curiosità che colorano il mondo.
    
Roncade.it
   
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