Natale, il rebus delle messe
   
   
Due la vigilia, sei il 25 con collegamenti video in oratorio.
La mezzanotte anticipata di quattro ore
Don Trevisan: "E' un problema che sono contento di affrontare, a Roncade la partecipazione alle funzioni è sopra la media"

 
4 dicembre 2020

 
Sei celebrazioni il giorno di Natale e due la vigilia, ma niente messa di mezzanotte.
Potrebbe ancora cambiare qualcosa - e per questo si attendono indicazioni dal vescovo - ma sostanzialmente l'organizzazione delle funzioni a Roncade sarà questa.
A Vallio, campanile che ricade sotto la gestione del parroco di Roncade, sono previste due messe la vigilia e due il 25, con ampio utilizzo, nel capoluogo e nella frazione, di soluzioni “elettroniche” per consentire ai fedeli di seguire le celebrazioni all'interno degli oratori attraverso maxischermi.
Venerdì 25 dicembre, insomma, a Roncade ci si potrà recare in chiesa alle 7,45, alle 9, alle 10, alle 11,15, alle 15 e alle 18,30.
Il 24 molto probabilmente ci sarà una funzione alle 17 e una seconda alle 20, quella che dovrebbe “sostituire” la messa tradizionale di mezzanotte, e qui si innesta una serie di ragionamenti forse non così naturali.
  
Va premesso che la data del 25 dicembre e l'ora della nascita di Gesù sono del tutto convenzionali. Hanno un valore teologico piuttosto relativo e nessun riscontro storico (a differenza che per la Pasqua in cui le considerazioni sono più pregnanti. Ma questo è un altro discorso).
In pratica, la scadenza delle ore 24 può essere anticipata ad un'ora successiva al vespro ma entro certi margini. La dead line che la Conferenza episcopale italiana sembra voler concedere è appunto quella delle 20 e anche in questo limite c'è una ragione.
 
Le formule per le messe di Natale – dunque le letture e le omelie collegate – sono diverse a seconda dei momenti. Nel giorno della vigilia il tema conduttore è l'attesa, a mezzanotte il driver è ovviamente la nascita. Le prime messe del giorno di Natale parlano dell'arrivo dei pastori mentre alle 11 l'impianto è molto più di natura teologica.
Perciò, per tornare all'ultima messa del 24 dicembre, occorre trovare un compromesso accettabile fra liturgia e coprifuoco, da un lato rispettando i canoni della Chiesa, dall'altro consentendo alle persone di rincasare prima delle 22.
  
La questione che si pone, a questo punto, è distribuire le persone fra le varie funzioni e ovviamente non siamo di fronte ad un servizio che possa funzionare a prenotazione.
La chiesa di Roncade, con i distanziamenti, può contenere al massimo 110 persone (nelle messe di mezzanotte di Natale negli ultimi anni si è arrivati a 650, più della somma dei partecipanti di tutte le messe di una domenica media) e l'oratorio, con i maxischermi, può ospitare 100 fedeli su due piani, distanziati e con le finestre aperte.
A Vallio lo scenario è più semplice. La frazione può contare su una capienza di 70 posti in chiesa e 50 nella sala dell'oratorio dotata di collegamento video, dimensioni più che sufficienti, fra giovedì 24 e venerdì 25, per tutti i praticanti abituali.
La sfida vera, dunque rimane quella di spalmare i “roncadesi” su otto messe, tenendo presente che le temperature non permettono certo di disporre sedie sul sagrato come accaduto fino a poche settimane fa.
“Ma è un problema che sono molto contento di affrontare – è la posizione del parroco, don Roberto Trevisan – perché, a differenza di tanti altri paesi, Roncade ha una partecipazione alle funzioni notevolmente al di sopra della media diocesana”.
    
Roncade.it
   
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