Cinque domande a tutta l'aula
   
   
Quello che sarebbe interessante comprendere dai silenti assessori e consiglieri di entrambi i lati
Il commercio è esasperato ma dopo due mesi è stata necessaria una provocazione per sentire una voce

 
2 maggio 2020

 
Ci sono domande di lenta incubazione ma che, premi oggi e premi domani, ad un certo punto spuntano dalla superficie.
Quelle che seguono sono collegate ai contenuti del pezzo “Comune muto e lontano” e alle successive reazioni.
 
1. Preliminare-filosofica: quale è la ragione originaria ed autentica a causa della quale in questa città per avere un qualche genere di indicazione su cosa stia progettando la pubblica amministrazione occorra sempre tirare una sassata nella voliera?
  
2. Nonostante nella maggioranza ci siano elementi che a pieno titolo consentono una presa diretta fra la base dei commercianti del centro storico e la giunta, come mai si è arrivati ad avvertire l'urgenza di prospettare alcune misure un millimetro prima della soglia dell'esasperazione e di progetti di pubbliche manifestazioni?
  
3. In base a quale criterio è parso più rilevante rendere noto lo stato di Covid-positivo di un assessore e non i provvedimenti in materia di tributi locali (di fatto, da quanto si sa e per vie non ufficiali, solo uno slittamento dell'imposta di occupazione del suolo pubblico) a potenziale vantaggio di almeno un centinaio di piccole imprese?
  
4. Perché è il volonteroso Antonio Baesse ad affrontare le contestazioni di inerzia rivolte da queste pagine al governo cittadino e a proporsi di ricucire il dialogo con il commercio, visto che si occupa di lavori pubblici e non di attività produttive? Si è nel frattempo forse dimesso, o assegnato ad altro incarico, il collega competente per la materia?
 
5. In un quadro di evidente malessere della piccola imprenditoria mancano del tutto le voci di quella parte politica che, per vie naturali, storicamente meglio rappresenta le loro istanze. Perché i consiglieri dell'unico partito di opposizione restano inchiodati a livello di chiacchiera e gonfalone, sentendo, in un momento così straordinario per tutti, di poter rimanere a bordo campo? E' etica di classe dirigente questa?
    
Roncade.it
   
    
Potete seguirci anche su Telegram, collegandovi al canale https://t.me/roncadeit