Sfidare il nemico giocando
   
   
Chiavarini: "Ma mi mancano confusione e mani sporche
di colla e pennarelli"

Atmosfeta kafkiana, nonostante la didattica a distanza conservi il senso di appartenenza alla comunità scolastica

 
8 aprile 2020

 
In questo periodo difficile per l'Italia ed il mondo intero, noi tutti ci siamo trovati a dover affrontare paure, dubbi, angosce.
In un attimo sono venute meno le nostre certezze, abitudini, comodità, stili di vita.
Abbiamo dovuto fare i conti con un nemico forte, potente, spavaldo che ci ha costretti alla solitudine nelle nostre case.
Molti uomini e donne sono rimasti in prima linea a rischiare per gli altri, soldati e combattenti, al servizio della vita.
Altri invece continuano a lavorare per tenere attiva la macchina produttiva della nostra società.
Noi invece, umili esseri umani, ci siamo ritrovati ad essere un po' più casalinghi, un po' più mamme, un po' più papà, un po' più figli. E così dalla sera alla mattina ci è stato detto che tutto si fermava, per un tempo indefinito.

Ho realizzato che non potevo prendere l'auto, accompagnare mio figlio a scuola e recarmi in classe per poter insegnare ai miei bambini.
Si è creata intorno a me un'atmosfera surreale, kafkiana, fatta di messaggi vocali su WhatsApp, videochiamate e messaggi virtuali.
Mi manca tuttavia la piacevole confusione e il vociare dei bambini, mi manca avere le mani sporche di colla e pennarelli, mi mancano gli abbracci degli alunni ed i sorrisi dei genitori quando al mattino mi raccontavano qualche aneddoto simpatico.

In questa situazione i bambini risentono maggiormente l'isolamento. Spesso i genitori mi riferiscono di doversi inventare mille giochi per riempire le giornate dei piccoli.
Tanti ringraziano le scuole perché attraverso la didattica a distanza e WhatsApp non si interrompe il senso di appartenenza alla comunità scolastica ed il contatto con le maestre che rappresenta per i bambini la necessaria sicurezza emotivo affettiva.

Mi ha colpito nei giorni scorsi il messaggio di una mamma che mi ha raccontato il bellissimo sogno fatto dal figlio: "mamma ero felice perché finalmente mi trovavo a scuola con le maestre e gli amici".
Mi sono emozionata! I bambini che inviano foto e saluti manifestano il sorriso, la gioia e la voglia di giocare quasi sfidando il NEMICO INVISIBILE, sembrano dire ancora una volta: ANDRÀ TUTTO BENE!
    
Fatima Chiavarini
  insegnante di scuola dell'infanzia
 
 
    
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