C'è campo e Campus
   
   
Le due teste di Ca' Tron, quella ricca e quella ottusa
Il telo verde che avvolge la recinzione non nasconde più lo scempio
di un campo di calcio lasciato inselvatichire

 
18 settembre 2020

 
C'è il Campus e c'è il campo.
Ca' Tron è terra di estremi.
Ci sono investimenti privati per 101 milioni di euro per realizzare un polo di formazione di eccellenza che possa far invidia agli americani anche solo guardandolo dall'alto attraverso Google Earth.
E a poche centinaia di metri c'è un campo, che un tempo fu di calcio, nel quale fra un po' torneranno cinghiali, serpi palustri e fauna che non si vedeva da secoli.
Forse è un progetto di biodiversità, forse l'area è passata di competenza dall'assessore allo sport a quello per l'ambiente.
 
Al di là di ogni strampalata ipotesi, Ca' Tron è diventata quello che altro non poteva diventare. Un mostro bicefalo.
 
Progetti di elevatissima qualità di protagonisti economici con i titoli in Borsa, disattenzione pubblica per tutto ciò che non "fa lustro", cioè che non porti i fotografi dei giornali ai tagli di nastro.
Intanto gruppi di calciatori roncadesi dilettanti devono trovare ospitalità fuori comune anche solo per tirare quattro calci la domenica. 
 
Deve davvero essere molto difficile ricordare che lo sport è da sempre e ovunque un collante formidabile di comunità sana, e riconoscere che senza un'idea di comunità la politica locale si riduce ad un guscio sostenuto da un fragile reticolo di apparenze e di convenzioni ma del tutto vuoto di contenuto.
    
Roncade.it
   
    
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