Ricordo, l'Endrigo sbagliato
   
   
Carrettin: "Altre sue canzoni lo avrebbero valorizzato meglio"
Lo spettacolo del 10 febbraio povero di informazioni e poco adatto
ai ragazzi di terza media

 
18 febbraio 2020

 
Lunedì 10 febbraio 2020, in occasione della Celebrazione del Ricordo, la
Scuola Secondaria di Primo Grado di Roncade e la Biblioteca Comunale, in
collaborazione con l'Amministrazione, hanno organizzato un evento rivolto ai
ragazzi delle classi terze dell'Istituto presso l'Auditorium della Scuola stessa.
I protagonisti dello spettacolo offerto, Marta Padovani e Walter Sabato del
“Teatrino della Neve”, hanno messo in scena una rappresentazione dal titolo
“Endrigo e gli altri”.
Durante l'esibizione, durata circa un'ora, si sono intervallate letture sceniche e canzoni di Sergio Endrigo, cantante noto a tutti e originario di Pola (Croazia), con un susseguirsi di informazioni presentate in modalità accattivante e sufficientemente comprensibile.
  
Premesso che quanto proposto sembrava un'idea assai suggestiva e
particolarmente adatta alla platea presente in quanto immaginavo che gli
argomenti che sarebbero stati richiamati nel Giorno del Ricordo a Roncade
avrebbero avuto uno sfondo oggettivo ma più vicino ai ragazzi di quell'età,
devo dire invece che sono rimasta molto amareggiata per come si sono svolte le cose.
Non discuto sulla capacità scenica dei protagonisti dello spettacolo, che
sicuramente hanno dimostrato di saper calcare il palco con professionalità, ma ho trovato di cattivo gusto alcune scelte fatte durante l'esibizione.
  
In primo luogo, poco se non quasi nulla si è detto delle Foibe, forse solo un
piccolo cenno, quando sappiamo bene quanto questo sia stato uno degli
episodi più drammatici e ancora sconosciuti della seconda guerra mondiale e
dell'immediato dopoguerra.
Per quanto riguarda poi la scelta delle canzoni di Endrigo, tra tutte le possibili
melodie attribuite al noto cantautore che potevano essere intervallate in
quell'occasione, si è caduti in particolare su una che fa riferimento
chiaramente al fenomeno del femminicidio (Via Broletto, 34) e su una dedicata a Che Guevara (Anch'io ti ricorderò).
  
Ritengo che Endrigo andasse valorizzato, oltre che con L'arca di Noè, che
fortunatamente non è mancata e che ben si prestava a fare da sottofondo per enfatizzare la difficile traversata che allora hanno dovuto affrontare i numerosi profughi italiani, anche attraverso altre canzoni che gli appartenevano, ma ribadisco che mi è sembrato che focus e scopo della giornata dovessero essere messi in maggior risalto, soprattutto riportando alla platea presente informazioni più complete e documentate.
Così, solo per puntualizzare.
    
Paola Carrettin
   
    
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