Rino Botter pedala altrove
   
   
Il cavaliere si è spento ieri all'ospedale di Treviso
Aveva 82 anni. Con il fratello Lino aveva fondato la Botter Serramenti

 
10 novembre 2020

 
Si è spento ieri pomeriggio all'ospedale Ca' Foncello, di Treviso, Rino Botter, classe 1938, notissima figura roncadese.
Aveva fondato insieme al fratello Lino la Botter Serramenti, in seguito divenuta Serramenti F.lli Botter, con sede in via Garibaldi.
  
Era ricoverato da un paio di settimane. Presentava i sintomi di Covid-19 e altre patologie che hanno fiaccato il suo fisico in apparenza inossidabile.
Lui per primo era molto orgoglioso della sua prestanza, nutrita e conservata con assiduità fin da giovane, quando da amatore giocava a calcio, organizzando tornei aziendali e allenando una squadra di Biancade.
Dinamico, entusiasta, precursore, con il fratello aveva voluto realizzare un campo regolare vicino alla fabbrica per coinvolgere i dipendenti in un sano spirito di squadra, ma anche in competizione e goliardia.
  
Appena adolescente aveva iniziato a lavorare a Pralongo di Monastier come falegname e per tutta la vita è rimasto nel settore, ottenendo anche l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro. "Una passione ereditata da mio padre - affermava l'imprenditore in un'intervista del 2013 - che era contadino ma faceva dei lavori a casa, come carriole, sedie, riparazioni di botti e di carri".
La nascita dell'azienda di famiglia risale al 1963 ma, nel frattempo, Rino ha coltivato altri forti interessi, come il ciclismo e la musica.
"Ero molto timido e se avessi scoperto prima la mia voce sarei diventato un cantante e sarei morto presto, perché i cantanti hanno tutti una vita sregolata" soleva dire ridendo prima di intonare italianissime canzoni melodiche accompagnato dal suo raffinato impianto di karaoke.
 
Con i tacchetti e la divisa rossa, dalla maglia ai calzettoni, ha calcato l'erba fin dopo i 75 anni, con la bicicletta andava e veniva regolarmente dal Montello. Una volta, da ragazzo, per partecipare ad una gara padovana, aveva raggiunto la città in bici e, dopo la competizione, era tornato a Roncade pedalando.
  
Un'altra grande passione è stata la famiglia. La moglie Loredana gli ha dato tre figli, Guido, Angelica e Antonio, che ora non si capacitano della perdita improvvisa del padre e non sanno ancora quando potranno dargli l'ultimo saluto.
    
Aldina Vincenzi
   
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