Il tiramisu delle autonomie
   
   
Perché nessuno, Rubinato compresa, riesce davvero
a spiegarsi con chiarezza?

Quattro domande sulla lista dell'ex sindaco, a prescindere da come vada a finire
Risposta (a metà) dello staff Rubinato

 
25 agosto 2020

 
L'autonomia è come il tiramisu.
Piace a tutti, o quasi, ma ciascuno ha in mente la propria versione.
Con i savoiardi, gli Oro Saiwa, i Pavesini.
Con il mascarpone, la panna, con più o meno tuorli d'uovo. Senza uova.
Con il caffè ma anche con il marsala oppure no, senza parlare delle varianti con la Nutella o sciroppi alla frutta.
Se da anni funziona un festival del tiramisu una ragione c'è.
Resta il fatto che se al ristorante dici tiramisu non sai mai bene cosa il cameriere ti porterà.
 
Dunque, anche l'autonomia nel senso politico del termine è oggetto buono per un festival.
Non si capisce mai, per cominciare, autonomia da cosa. Non sai mai quanta parte dei mille concetti nati attorno ad una certa voglia di particolarità territoriale negli ultimi 30 anni (a caso: indipendenza, autogoverno, secessione, devoluzione, autodeterminazione, federalismo, sovranità regionale e possiamo continuare articolando ciascuna delle definizioni sopra sui piani fiscale, legislativo eccetera e su materie che spaziano dalla sanità alla scuola, dalle infrastrutture all'ambiente) ci sia nella mente di una persona che ti dica “Io sono per l'autonomia”.

Ognuno dei candidati alle prossime elezioni regionali che puntano su questo concetto - veniamo al dunque - ha certamente la sua formula ben costruita.
Il guaio è spiegare le differenze della "propria" autonomia rispetto a quella concepita dagli altri.
Un problema grosso. Le sfumature e la precisione di linguaggio che l'operazione richiede confinano la materia in nicchie molto ristrette di elettori in grado di ponderare e discernere.
Per gli altri, la maggioranza, la scelta nel segreto del seggio sarà più facilmente pilotata da simpatie personali verso uno dei nomi sulla scheda e non necessariamente il consenso sarà agganciato al programma.

Anche per questo sfuggono le logiche del comitato che gestisce il progetto elettorale di “Veneto per le autonomie”, il soggetto fondato dall'ex sindaco di Roncade e parlamentare Simonetta Rubinato.
 
I punti non facili da afferrare sono i seguenti.
 
1) Data la difficoltà ed il sovraffollamento del campo di confronto scelto, perché non c'è stato un significativo sforzo in comunicazione per spiegare (nel senso di spiegare a tutti, non solo a sociologi, politologi e soggetti con formazione umanistica superiore) dove sia la differenza fra la proposta di Veneto per le autonomie e, ad esempio, quella delle aree che supportano il governatore uscente? Quella per la Regione è una guerra che si fa con i cannoni, non con sfide a fioretto.
  
2) Se c'è davvero una grande differenza con il pensiero di Luca Zaia, perché non andare a scegliere da subito un logo personale radicalmente diverso ed evitare di dar modo ai soliti malpensanti di sospettare - come sta accadendo - che sotto vi sia la furbesca intenzione di succhiare la ruota dell'altrui macchina pubblicitaria?
 
3) Se davvero si è venuti a conoscenza troppo a ridosso del logo di Zaia e se c'era la possibilità di riparare, perché le altre tre proposte grafiche presentate alla Corte d'Appello sono risultate così simili (dando modo a malpensanti più bizantini di quelli di prima di ritenere che, in questo modo, si sia individuata la via per sottrarsi ad una partita politicamente troppo pericolosa ma incolpando l'arbitro per l'ingiusta espulsione)?
 
4) Sulle candidature per Treviso. Nel gruppo di chi in queste settimane ha lavorato per Rubinato c'è il nome di Viviane Moro, assessore di Roncade, persona che in questo momento sarebbe stata certamente in grado di magnetizzare un consenso più pesante degli altri Carneade - chi più chi meno -  che compongono la lista regionale. Freschezza, buona presenza, discreta popolarità, proprietà di linguaggio, capacità di reggere il mezzo televisivo e di sintetizzare gli argomenti quasi senza scarrocciare in ambiti laterali. Peraltro recente autrice di una tesi di laurea che converge perfettamente sul core business del progetto di Veneto per le autonomie. E' pura curiosità, ma c'è una ragione per cui questa carta non sia stata spesa?
    
Roncade.it
   
    
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