Informare vale 13 euro al giorno
   
   
E' quanto il Comune paga la consulenza di un professionista
Gara per un contratto semestrale colmo di incombenze

 
12 dicembre 2019

 
Tremila euro lordi per lavorare sei mesi e pagando di tasca propria pure la marca da bollo da mettere sul contratto.
E' questo il trattamento che il Comune di Roncade riserva ancora una volta a chi si fa carico di seguire i compiti di comunicare ai media la vita amministrativa.
Una persona alla quale si chiedono requisiti precisi, fra cui l'ovvia appartenenza all'Albo dei giornalisti, imponendo doveri che non sono una passeggiata.
 
Elenchiamoli: predisposizione di comunicati stampa, realizzazione di una rassegna stampa quotidiana, organizzazione dei materiali destinati alla pubblicazione del notiziario comunale,
contatti con l’Editore e revisione bozze, attività di comunicazione istituzionale mediante il canale del sito internet comunale e dei social network istituzionali, convocazione ed organizzazione di conferenze stampa, gestione delle relazioni con gli organi di informazione e di stampa.
 
Questo, convertito in compenso netto, significa all'incirca 400 euro al mese, cioè poco più di 13 euro al giorno.
Si dirà che c'è stata una gara e che è stato scelto il migliore preventivo. Ma sappiamo come funziona, la cifra sulla quale il concorrente può ragionevolmente puntare è nota in anticipo ed è inutile precisare i meccanismi collaterali. Prendere o lasciare.
Forse chi non conosce l'argomento non si rende bene conto di quale sia il carico di incombenze previsto dal contratto.
Quella principale - una calamità - è la preparazione del notiziario comunale (per onestà va detto che il problema è tipico non solo a Roncade).
Si tratta innanzitutto di definire una scaletta di argomenti che verrà più volte rimessa in discussione, per contenuti e priorità, da sindaco o suoi delegati sempre occupati a fare qualcosa di più importante. Il giornalino è una penitenza pure per loro.
  
Poi c'è la filiera di assessori che devono mandare i contributi sulle attività di loro competenza svolte nel periodo oggetto della pubblicazione, i quali tendono sistematicamente a rinviare la faticosa e fastidiosa questione.
Quando, alla fine, li trasmettono, i loro scritti risultano quasi sempre troppo lunghi rispetto all'ingombro a disposizione comunicato e più volte raccomandato in precedenza. La funzione del conteggio delle battute di Word è sostanzialmente sconosciuta.
Ma ridurre i loro pezzi arbitrariamente non si può, sono anime delicate. Bisogna ricontattarli e, con pazienza, contrattare.
Nel frattempo arrivano fotografie orizzontali che dovrebbero essere verticali, immagini da tagliare ma senza escludere qualche volto che deve per forza comparire e bisogna pixelare invece le facce dei minori, dopo essersi accertati che lo siano.
  
Infine c'è la rappresaglia delle opposizioni, per fortuna questa volta poche, che hanno diritto a mandare il loro contributo.
Il quale è per principio in ritardo e, anche qui, di ampiezza esagerata. Di accorciarlo non ne vogliono sapere, snellirlo di iniziativa non si può, pena contestazioni per presunte prevaricazioni.
Sorvoliamo sugli "scivoloni" ortografici e di sintassi che sono democraticamente spalmati su tutti i partiti, e verrebbe la voglia di lasciarli là, non fosse altro come vendetta per lo spreco di tempo patito.
 
Un bel giorno di sole, però, affannosamente a ridosso per la data ultima di trasmissione all'altrettanto trafelato stampatore (tutte le amministrazioni comunali del mondo devono fare gli auguri di Natale), la bozza sembra essere giunta a compimento.
Sembra.
Perché nel frattempo arriva qualcosa di nuovo.
Una dimenticanza, un elemento che non può essere rinviato, una piccola mina antiuomo caricata di sensibilità esasperata di qualcuno.
E bisogna rimescolare tutto, con tutti che devono dire la loro. Sempre, tranne quando si chiede loro di farlo.
Servono almeno due mesi, e siamo soltanto al giornalino. A tredici euro al giorno.
  
    
Roncade.it