Ma non è il Monopoli
   
   
Mazzon: "Che significa mettersi in gioco per la comunità?"
Basta promettere ciò che non si può mantenere, il banco è al verde

 
25 maggio 2019

 
Caro direttore,
  
colgo l’occasione per scrivere qui una mia personale riflessione relativa alla tipica frase che tutti abbiamo letto e sentito almeno una volta in questa campagna elettorale: “Mi sono messo in gioco per la comunità”. Parlano tutti di mettersi in gioco, ma quale gioco? Monopoli? Essendo un gioco di contrattazione si abbina bene alla situazione che viviamo ogni quinquennio.
  
Per tutti coloro che non lo conoscono, il gioco è costituito da un tabellone, 2 mazzi da 16 carte ciascuno. A questo punto potrei rinominare alcune caselle:
- fermata elettorale: casella in cui ci troviamo oggi
- votazioni: domenica
- scrutinio: lunedì
- consiglio: nei giorni a seguire
  
Da regolamento, il banchiere, persona al di sopra delle parti, permette una serie di azioni e promesse a favore di tutti al momento del passaggio sopra alla casella fermata elettorale, ad esempio lavori di manutenzione, incontri con la cittadinanza, dibattiti, messa in sicurezza di alcuni tratti di strade dissestate, lavori a 360°.
Una volta verificata la buona riuscita delle azioni promesse, il banchiere invita a proseguire nel tabellone. Grazie ad astuzia e fortuna si arriva alla casella “votazioni”, passaggio obbligato per il proseguimento del gioco e qui il regolamento intima il silenzio a l’astensione da ogni qualsivoglia azione sino all’arrivo nella casella “scrutinio”.
Se le buone azioni sono state premiate, si giunge vincitori nella casella denominata “consiglio”.
   
Il regolamento prevede che vengano impartite le regole per proseguire il gioco che durerà un quinquennio.
L’unica regola che non è possibile infrangere prevede il controllo costante delle spese. È infatti necessario sapere che la stabilità del banco è fondamentale, anche a scapito delle promesse fatte nelle caselle precedenti.
  
Vorrei concludere la mia breve riflessione ricordando che la vita quotidiana è fatta di duro lavoro, di programmi a lungo termine e soprattutto di banconote vere. Basta giocare e promettere quello che non è possibile mantenere perché la regola dice: Il banco paga sempre…. però a oggi, il banco non ha più risorse.
Colgo l’occasione per augurare un “in bocca al lupo” a tutti coloro che si sono messi in gioco.
    
Danilo Mazzon