Semplice: sollevare la scuola
   
   
Il progetto di H-Farm per prevenire le acque alte a Ca' Tron
La soluzione descritta al pubblico ieri sera. Ora tocca alla Via

 
6 febbraio 2019

 
Se il rischio che la Commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) contestò ai progettisti di H-Campus, il grande insediamento scolastico per 1.500 iscritti dall’asilo all’università di H-Farm, nella campagna di Ca’ Tron di Roncade, era di finire allagato in caso di eventi meteorici straordinari la soluzione è presto trovata.
  
Se n’è parlato ieri sera, a Roncade, nel corso di un incontro con la popolazione previsto dalla stessa procedura Via al quale hanno partecipato il responsabile del percorso per conto del proponente, Giovanni Campeol, già docente allo Iuav, ed i rappresentanti di Finanziaria Internazionale alla quale si deve la costituzione di un fondo chiuso da 101 milioni per il finanziamento dell’operazione.
  
Il rimedio all’acqua che potrebbe salire è quasi banale. Si tratta di sollevare la base degli edifici, dei parcheggi e del sistema di camminamenti fra le strutture quel tanto che basta per non essere sommersi nel peggiore dei casi possibili.
In un evento del genere, più grave dell’alluvione del 1966 quando il Piave ruppe gli argini un po’ più a Nord, l’acqua nella parti basse di Ca’ Tron salì a 1,15 centimetri sul medio mare. Portando aule, sale, laboratori, dormitori e ristoranti a quota 1,30, in pratica, ogni problema dovrebbe essere superato. E questo è stato scritto nel progetto consegnato pochi giorni fa alla Commissione regionale, ora basta attendere la sua opinione.
   
“Per essere sicuri – ha spiegato Campeol – abbiamo provato a ricostruire l’evento del 1966, che consideriamo ripetibile una volta ogni 100 anni, quando comunque l’acqua, per arrivare a 115 centimetri a Ca’ Tron, impiegò 105 ore dal momento dell’intensificazione delle piogge. Con i modelli di previsione di oggi il tempo per allontanarsi dalla zona sarebbe più che abbondante. Avversità ancora più gravi, a livello di catastrofe, di quelle che succedono ogni tre secoli e con l’ipotesi di un’esondazione anche del Sile – ha proseguito il docente – porterebbero l’acqua a 2,20 metri ma, considerando che quasi tutti gli edifici del progetto hanno un primo piano a 4,20 metri, il rischio sarebbe ancora trascurabile”.
   
Per comprendere meglio il comportamento della zona, suolo di bonifica tenuto all’asciutto da decenni grazie ad idrovore meccaniche, la squadra di Campeol avrebbe sfruttato il maltempo di fine ottobre per osservare dall’alto, con un drone, come ha funzionato il sistema di drenaggio delle acque nei dintorni dell’area del futuro campus, con esiti tranquillizzanti. E poi, smentendo le convinzioni di alcuni dei componenti della Commissione che bocciò il progetto rifiutando l’iter semplificato, c’è da dire che per il valutatori di H-Farm “la falda acquifera più superficiale al di sotto del piano di campagna non è a un metro ma a nove metri sotto terra”.
   
Su modelli e soluzioni, naturalmente, la discussione ora è aperta e l’auspicio tanto dell’imprenditore, Riccardo Donadon, che di Finint, gestore del fondo (Cattolica Assicurazioni 56%, Cassa depositi e prestiti 40% e Ca’ Tron Real Estate 4%) e supporter dell’investimento, è che la macchina non si inceppi più. L’errore di strategia e l’eccessivo ottimismo nello sperare che la Regione Veneto accendesse disco verde senza una Via vera e propria ha già fatto slittare i tempi e ora, in mancanza di nuovi incidenti, si calcola che il cantiere potrebbe partire per il prossimo autunno per vedere completate le strutture in tempo per l’anno scolastico 2020-2021.
L’operazione implica anche circa sei milioni di lavori in opere pubbliche, sostanzialmente il potenziamento della rete viaria locale. A parte, ci sarà il superamento della ferrovia Venezia-Trieste con un sovrappasso da pochi giorni autorizzato dalla Regione Veneto.
 
Da Corriere del Veneto del 6 febbraio 2019 - Gianni Favero
    
Roncade.it