Penso che non vado più a scuola
   
   
In un tema i progetti di vita di un bambino di 70 anni fa
Vacanze di Natale fra risotto con i fegatini e scivolate sui fossi ghiacciati

 
23 dicembre 2019

 
Mi è capitato di leggere questo divertente tema qualche tempo fa ed ora, che siamo ormai prossimi al Natale, lo voglio offrire a quanti, come me, sono convinti che le proprie radici vadano difese, tutelate e valorizzate. Sempre e comunque.
  
E' un brano un po' lungo ma,... credetemi: vale la pena leggerlo tutto d'un fiato, fino in fondo.
Sarà così potente, che vi condurrà indietro nel tempo, guidandovi, empaticamente, a condividere lo stato d'animo che questo ragazzino descrive in modo sublime, parlando delle sue vacanze di Natale.
Che cosa ci insegna?
Che il tempo passa ma che, nella nostra società, ancorchè definita “liquida” e “trasparente”, le tradizioni devono essere salvaguardate, come anche i valori che attorno ad esse si incarnano.
  
Rousseau aggiungerebbe, però, che l'attuale realtà presenta anche un'altra caratteristica, che deriva dal fatto che...”A forza di vedersi, non si può più stare senza vedersi”, nel senso che molto spesso si tende ad esaltare la propria immagine, con o senza maschera e per il solo gusto di ascoltarsi.
Quello che è triste, però, è che col tempo si rischia di sentirsi onnipotenti, di continuare, usando le parole di Mirco Stefanon,”...a bere del pessimo vino preoccupati che i calici siano di cristallo”, dimenticando che i veri “treni che passano” e da non perdere sono, in realtà, quelli che davvero dimostrano di offrire un percorso chiaro da raggiungere.
  
Questo ragazzino, alla fine, decide ciò che vuole e, in chiusura del suo tema, dà prova di conoscere come le realtà di vita vere vadano perseguite in modo sicuro e coerente fin da subito, con la consapevolezza dei propri limiti ma anche con la convinzione che chiunque voglia ottenere degli obiettivi, ha diritto di essere rispettato. Sempre e comunque.

Paola Carrettin
 

*******

Un tema degli anni '50 da un archivio scolastico
Titolo: "Come hai passato le vacanze di Natale"
(Lo trascriviamo senza le correzioni operate dall'allora maestro).

Disgrasiatamente oggi siamo tornati a scuola e il Maestro mi ha fato scrivere che a me non mi piace proprio niente.
Le vacanze le ho passate proprio bene perché ho giocato tanto anche se qualche volta mio papà e mia mamma mi hanno dato tante botte perché ho fatto qualche marachela.
  
Il primo giorno la mamma mi ha dato due uovi per andare a comperare 1 eto di conserva da Loregian (el casoin n.d.r.), ma davanti alla chiesa ho trovato Bepi Macia e Joani Batan e Sbroeia, così ci siamo messi a giocare a pindolo e quando ho contato la distansa non mi sono ricordato degli uovi e cuciandomi si sono rotti tutti e due. Virginio si è inacorto e si è messo a ridere così lo ho impinito di botte. Poi sono andato a casa e di nascosto ho preso altri due uovi ma mio fratello fa fatto la spia e così mio papà mi ha incantonato e ne ho prese tante. Il giorno di Natale non è successo quasi niente perché era Natale e avevo promesso di stare buono.
Ho mangiato tanto che mia mamma ha parecchiato risotto coi figatini e un masaro (anitra n.d.r.) grande. Dopo ha portato in tavola una fugassa che io ho mangiato la fetta che mi hanno dato e anca quella di mia sorella, così è nato un putiferio e mio papà si è arabiato tanto.
  
L'ultimo dell'anno ci siamo divertiti un pasto. Sono andato a comprare del carburo e con mio fratello e Berto abiamo fato tanti spari che l'ultimo è partito il culo del baratolo ed è andato a rompere un vetro di una casa vicina. Io non ho visto niente, gnanca mio fratello e el semo di Berto ha fato la spia, così Piero Volpe è andato da mio papà a questionare. Intanto ha cominciato a nevicare e così tuti contenti siamo andati a letto. Faceva tanto freddo, ma mia mamma haveva messo le muneghe in leto e così mi sono indormensato pensando alla neve. Il giorno dopo tutto era bianco. Ho preso subito le trapole e sono andato da Bepi e Macia. Insieme siamo andati sulla fossona di Baieto dove abbiamo messo le trapole e ci siamo divertiti tanto a slisegare sul ghiaccio. Ma il Moro Diavolo ha visto che avevimo messo le trapole e ha detto che tuti i fossi della Campagna erano sui e non dovevimo mettere le trapole. Tito Macia gli ha dato uno spintone che è caduto rompendo il ghiaccio e per poco non si negava. Se non scappiamo ci avrebbe fatto due occhi neri ma le trappole non le abbiamo più trovate. Il giorno dopo la mamma è andata al mercato e mi aveva comperato le sgalmare nuove e io avevo impiantato le brocche quelle con le stellete che servono a slissegare più forte sul ghiaccio. Alla sera siamo andati a prendere il late in stala da Bigatto e siccome faceva tanto freddo, siamo stati a giocare in stala che non sarei più uscito. Avevo i piedi pieni di buganse e anche le orecchie.
  
Abbiamo giocato a cuco e io non mi hanno trovato perché mi sono nascosto nella grupia. Il giorno della Befana ho trovato la calza piena di mandarini, arance, stracaganasse, liquirizia e abbastanza carbone. Ma mio papà mi ha dato anche 20 lire e così sono andato da la Palto a comprare 4 fenoceti che li ho fumati tutti con i miei amici. Quando sono tornato a casa mio papà ha voluto guardare le lezioni che dovevo fare e sicome non avevo fatto niente mi è tocato fare 2 problemi senza mangiare per punizione.
  
Ma tutte le altre operazioni non li ho fatti e così questa mattina quando sono tornato a scuola avevo una fifa boia perché se il Maestro si inacorzeva mi avrebbe dato due pedate. Invece di nascosto ho preso il quaderno di Marco Pignateo e il Maestro non si è neanche inacorto. Anzi ha voluto che leggessi ad alta voce il tema ma siccome era pieno di errori mi ha punito con un sacco di esercizi da fare per casa. (Quando Settimo suona la campanella Marco prenderà una rotta di botte così l'impara e anca Virginio perché mi rideva dietro).
  
Così sono finite le mie vacanze ma io penso che non vado più a scuola così potrò quando che è inverno prendere gli uccelli con le trapole e dopo venderli e quando che è primavera andrò a gnari così allevo i merletti e dopo li vendo e con i soldi mi sposo.
    
Roncade.it